Opinioni

ATAC, la sindaca rinvia il referendum

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L’Amministrazione capitolina ha deciso di rinviare al prossimo autunno i referendum consultivi in materia di trasporto pubblico, precedentemente fissati per il 3 giugno 2018. Lo riferisce il Campidoglio all’agenzia di stampa Omniroma. La scelta è maturata in considerazione dell’indizione delle elezioni amministrative nei Municipi III e VIII in programma il prossimo 10 giugno 2018, data definita successivamente a quella del referendum.

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Si sottolinea che la legge impedisce lo svolgimento di differenti operazioni elettorali nello stesso giorno, quindi obbligherebbero di fatto i cittadini a recarsi alle urne per tre votazioni nel solo mese di giugno. La ratio di tale divieto – spiegano dal Campidoglio – risiede anche nell’esigenza di evitare confusione tra consultazioni di differente natura che dovrebbero svolgersi nello stesso arco temporale. In mattinata i Radicali, promotori del referendum, avevano protestato per i ritardi nella pubblicazione delle regole sugli spazi di affissione e sui luoghi di voto:

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La nuova data, d’altronde, secondo il Campidoglio favorirebbe le operazioni di campagna elettorale da parte dei comitati referendari che potrebbero risultare limitata dalla vigente normativa sulla comunicazione durante il periodo elettorale. Inoltre, secondo la sindaca lo spostamento dei referendum consultivi potrà produrre un notevole risparmio economico. La consultazione del 3 giugno avrebbe un costo di 16 milioni di euro. Tale cifra potrebbe ridursi in autunno: è allo studio la possibilità di impiegare un sistema elettronico dedicato alla votazione. Il rinvio della consultazione e la fissazione della nuova data saranno oggetto di una successiva ordinanza che la Sindaca di Roma adotterà dopo aver sentito, come da regolamento, la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e i rappresentati dei comitati promotori del referendum.

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Le corse saltate di ATAC (Il Messaggero, 19 novembre 2017)

Intanto oggi il consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina, è stato espulso dall’Aula Giulio Cesare dopo la riapertura, a seguito di una breve sospensione, dell’Assemblea capitolina. Fassina aveva chiesto che si discutesse in Aula rispetto al rinvio del referendum su Atac, che avrebbe dovuto svolgersi il 3 giugno ed è stato differito in autunno dal Campidoglio. Il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, dopo aver spiegato che l’argomento non si inseriva tra i temi all’ordine del giorno, e dopo aver invitato alla ripresa del consiglio su Risorse per Roma, ha espulso Fassina per aver protestato contro il diniego ad affrontare la discussione.

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