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I naufraghi dell’Aquarius a Valencia con navi italiane

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La nave della ONG SOS Mediterranée Aquarius non andrà in Spagna ma i naufraghi a bordo verranno trasferiti su navi italiane e condotti a Valencia. Lo ha annunciato poco fa la stessa ONG, che nella serata di ieri aveva annunciato attraverso un tweet di Anelise Borges, la giornalista di Euronews anche lei imbarcata sulla nave, che allo stato attuale la barca non poteva arrivare in Spagna: “Non è sicuro per la nave, per l’equipaggio e per le persone soccorse” ed aggiunge sottolineando che il tempo sta peggiorando e dunque “sarebbe un rischio per tutti a bordo”.

I naufraghi dell’Aquarius in Spagna con navi italiane

La Aquarius ieri sera era stata invitata ad attraccare a Valencia da Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo appena arrivato in carica. Nella mattinata di oggi anche la Corsica si era resa disponibile a fornire un approdo alla Aquarius. Intanto altri 937 migranti sono in arrivo al porto di Catania e verrà loro fornito l’approdo perché sono stati salvati non dalle navi delle ONG, ma dalla Marina Militare italiana. Stanotte la Sea Watch aveva pubblicato una mail che arriva dal governo italiano e le chiedeva di prendere in carico alcune delle persone che si trovano su Aquarius.

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Perché la Diciotti potrà sbarcare a Catania con il suo carico di 937 persone mentre le 629 che si trovavano sulla Aquarius dovranno arrivare fino a Valencia in Spagna? La spiegazione è tutta improntata sulla proprietà della nave: disco rosso a oltranza nei porti italiani per le Ong straniere che imbarcheranno migranti in mareverde per le navi militari e della Guardia costiera che si ritroveranno a soccorrere i barconi.

Perché la presa in ostaggio di Aquarius è un atto illegale

Carlo Bonini su Repubblica oggi ha spiegato che la presa in ostaggio dei 629 naufraghi di Aquarius è stata un atto illegale, in aperta violazione della  “Convenzione Internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo” siglata ad Amburgo il 27 aprile del 1979 e ratificata dal nostro Paese con la legge 147 del 1989: l’Italia, che aveva condotto le operazioni di salvataggio e trasbordo con la sua Guardia costiera, aveva assunto un obbligo giuridico — “indisponibile” alla propaganda — di portare a termine il soccorso con l’individuazione di un approdo sicuro che non poteva che essere italiano. Salvini ha consapevolmente violato quell’obbligo. E per giunta, in modo fraudolento, spacciando al mercato del rancore come “vicescafista” la nave di una Ong che aveva partecipato a un’operazione di soccorso disposta dal Paese di cui è ministro dell’Interno.

Cosa è successo con la Diciotti a Catania

La nave Diciotti della Guardia Costeria, con 937 persone a bordo, si sta dirigendo verso Catania. I migranti sono stati soccorsi in diversi interventi. La nave dovrebbe arrivare in Sicilia nella serata di oggi ma, visto il peggioramento delle condizioni meteo, la Guardia Costiera non esclude di attraccare il mattino successivo. Solo le ONG saranno quindi obiettivo di Salvini, anche a dispetto dei tribunali italiani che hanno dato torto a chi vedeva un complotto dietro gli sbarchi.

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Il vertice a Palazzo Chigi

Intanto ieri è andato in scena un vertice a Palazzo Chigi sulla situazione. E’ la Libia, terra di origine di gran parte dei profughi in arrivo in queste ore verso l’Europa, ad essere al centro dell’attenzione non solo della Nato ma anche dell’Italia, con il vertice che, secondo fonti di governo, avrebbe dato vita ad un primo scambio di vedute sull’opportunità di un maggior coinvolgimento per la stabilizzazione in Libia. Non si tratterebbe di un intervento militare ma di un maggiore partecipazione di Italia, Ue, ed eventualmente anche della Nato, nella strategia di riduzione dell’instabilità del Paese guidato da Fayez Al Sarraj.

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E, nelle prossime settimane, i contatti tra il governo giallo-verde e quello tripolino saranno fitti: entro la fine di giugno a Roma sarà il vice premier libico Ahmed Omar Maitig ma, soprattutto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini andrà a Tripoli per una missione che – ha sottolineato prima di entrare al vertice di questa sera – si spera sia “risolutiva”. Ma l’Italia, nei prossimi giorni, lavorerà anche sul fronte Ue. Obiettivo del governo, è la conclusione a cui è pervenuto il vertice di Palazzo Chigi, è modificare radicalmente il regolamento di Dublino “alleggerendo” i Paesi di primo approdo come l’Italia dell’arrivo di migranti. E, nel corso del vertice, è stata anche ribadita la necessità che, nel breve periodo e finché il regolamento di Dublino non sarà cambiato, i Paesi membri Ue si facciano carico, come ha fatto la Spagna per la nave Aquarius, dell’emergenza.

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