La macchina del funky

Antonio Ingroia spiega La Mossa del Cavallo

antonio ingroia

Cloppete cloppete cloppete. Ieri abbiamo parlato del prestigioso incontro di due personalità di primo piano come Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa nella Mossa del Cavallo, ovvero il nuovissimo e fantastico partito che verrà presentato oggi, 16 novembre, nella sala stampa della Camera dei deputati. L’ex pm e fondatore di Azione Civile e il giornalista esperto di complotti e terrorismo internazionale ritengono che in Italia, nel 2017, sia “ormai indispensabile offrire uno sbocco a tutti i cittadini che non si sentono rappresentati dai partiti ma sentono la necessità di partecipare alla vita politica per cambiare lo stato delle cose”. Per questo hanno deciso di darsi all’ippica. E in un’intervista a Repubblica oggi Ingroia fornisce i dettagli della questione:

Ingroia è vero che avete offerto cooperazione ai Cinque Stelle che hanno rifiutato?
«Parliamo di richieste non esplicite. Si sa bene quanto il movimento di Grillo sia allergico alle alleanze».
E così adesso nasce “La mossa del cavallo”.
«Sì andiamo per la nostra strada. Ci rivolgiamo in primis a chi ha già deciso di non andare a votare. Per ora vogliamo parlare con questi cittadini».
C’era bisogno di un’altra lista di sinistra?
«Guardi che questa non è una proposta di sinistra. Non faccio un errore due volte. La sinistra riformista e radicale ha già perso, devono prenderne atto. “La mossa” è una sorta di Cln che nasce per ricostruire il Paese dopo le macerie di quel berlusconismo che ha visto la complicità degli altri partiti. “La mossa” è un’altra cosa. Lo dimostra la presenza al nostro tavolo di un generale dei carabinieri (teste al processo Stato-mafia quando Ingroia era pm, ndr) e un avvocato cattolico (uno tosto, difensore della famiglia contro Valeria Fedeli “irriducibile comunista progender”, ndr».

Altri che hanno aderito?
«Ci saranno sorprese ma non posso anticipargliele»
Come mai il tandem con Giulietto Chiesa?
«Lo conosco, mi ha intervistato quando ero pm per la sua televisione, Pandora Tv».
È un duro che considera l’11 settembre “un grande inganno”.
«L’11 settembre non fa parte del nostro programma politico».

Scacco matto, poteri forti!

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