Opinioni

È Andrea Orlando l’uomo del PD indicato da Luca Lotti?

L’altroieri Luca Lotti ha avuto la splendida idea di difendersi dalle intercettazioni del caso Palamara indicando che altri nel Partito Democratico hanno trattato su nomine del magistrato. La clamorosa intelligenza strategica dell’ex Margherita, che ha così deciso di seguire la fortunatissima strategia di Craxi su Tangentopoli, ha scatenato, com’era normale, una caccia interna al PD di Zingaretti. Oggi però Giovanna Casadio su Repubblica aggiunge un ulteriore elemento alla vicenda intervistando Andrea Orlando, ministro della Giustizia di Renzi e Gentiloni e puntando il dito sulla nomina del suo ex capo di gabinetto alla procura di Napoli:

Orlando, è stato messo nel mirino da Lotti?
«Non mi risulta che si rivolga a me. Ci sono dichiarazioni anonime e io ho assunto iniziative legali. Ho dato mandato ai miei legali di individuare i destinatari».

Ma Lotti nella lettera al segretario Zingaretti allude anche a lei quando scrive: “Quanti miei colleghi durante l’azione di governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati”?
«Nei quattro anni in cui sono stato al governo, ho rispettato in modo rigoroso l’autonomia del Csm, astenendomi da qualsiasi ingerenza nel suo funzionamento».

andrea orlando

Però le allusioni su di lei riguardano la nomina alla guida della Procura di Napoli del suo ex capo di gabinetto.
«La colpa sarebbe quella di avere scelto collaboratori bravi? Sfido a dimostrare che ci siano state pressioni. Da Guardasigilli come metodo avevo scelto di avvalermi dei migliori magistrati, i quali quando sono tornati in ruolo hanno assunto incarichi di grande importanza. Anzi, il passaggio che hanno fatto al ministero della Giustizia è stato spesso loro di ostacolo ai futuri incarichi per i quali avevano tutti i titoli. Il procuratore Giovanni Melillo quando è arrivato a via Arenula era già il numero due della Procura di Napoli».

Insomma, ad occhio sembrerebbe proprio che Lotti ce l’avesse con Orlando. E che abbia deciso di puntare il dito su uno dei grandi elettori di Zingaretti al puro e precipuo scopo di trascinare (senza alcuna prova) nel fango qualcun altro per salvarsi. Una poderosa strategia difensiva della quale il giardiniere del Giglio Magico presto coglierà i frutti.

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