Economia

Andrea Mazzillo a In Onda: «Virginia Raggi ha tradito i principi degli attivisti M5S»

andrea mazzillo in onda

«Non mi sento un ex, mi sento profondamente un attivista. Si tratta di un’epurazione 2.0 nei miei confronti. Questo “new deal” che la sindaca ha messo in piedi, e che si dovrebbe confrontare con i nuovi appuntamenti che ci sono, ha portato al mio addio»: Andrea Mazzillo a In Onda parla della sua cacciata dalla giunta Raggi: «Io ho chiesto un maggior coinvolgimento degli attivisti», aggiunge riferendosi ai motivi del suo addio.

Andrea Mazzillo a In Onda

E ancora: «È stato uno sgarbo umano quello di Virginia. Mi sarei aspettato di essere avvertito, invece ho appreso tutto dalla stampa. Solo dopo ci sono stati dei contatti con la segreteria della sindaca. Per me è stato un dispiacere umano», ha continuato Mazzillo. «Virginia è la definizione di un progetto nato dagli attivisti e dalla società civile, lei sta tradendo il principio da cui siamo partiti. Quel percorso di collegamento tra la base e il suo vertici si è interrotto». Mazzillo fa sapere di non aver sentito né la Raggi né Grillo di recente, poi sbotta: «Io sono un professore universitario. Il nostro programma porta i cittadini all’interno delle istituzioni. Io credo nel progetto politico del M5S. Adesso ci sono sfide elettorali sulle quali bisogna spendersi. Prendo atto delle scelte della sindaca, a livello personale ritengo inaccettabile quello che è successo ma vado avanti».
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Mazzillo poi parla di ATAC e dei crediti del Comune nei confronti dell’azienda che in caso di attivazione della procedura fallimentare potrebbero mettere in difficoltà i conti del Campidoglio, aprendo al rischio di commissariamento: «La mia proposta passa dall’articolo 161 della legge fallimentare, con clausola di riserva: in bonis, senza interessare un soggetto terzo si possono costruire degli accordi di ristrutturazione in bonis del debito di ATAC, senza adire al concordato. Io questo avevo detto di fare. Perché sono stato cacciato via? Non lo so».

Il giallo dell’addio di Mazzillo

Mazzillo ricorda anche di essere stato il mandatario della campagna elettorale della sindaca e del MoVimento 5 Stelle a Roma: «Io ho chiesto solo maggior coinvolgimento degli attivisti. E mi sono trovato completamente allontanato da questa giunta ed avrei accettato con determinate modalità questo allontanamento. Ma è chiaro che con determinate prassi non posso andare avanti».  Dopo l’elezione della Raggi al Campidoglio Mazzillo è stato chiamato a dirigere lo staff della Sindaca, con la delega alla «verifica dell’attuazione delle linee programmatiche» e un compenso lordo da quasi 90mila euro l’anno (88.728 €) che ha fatto storcere il naso a parecchi attivisti.
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Mazzillo poi dice di voler “raccogliere” l’invito a un focus group su ATAC che gli è arrivato da Di Maio. L’idea sarebbe nata prima di Ferragosto nel corso di un colloquio con Luigi Di Maio: sarebbe stato proprio Di Maio a suggerire all’allora assessore la creazione di un focus group ristretto, composto dalla sindaca, da rappresentanti del movimento e da esperti del settore, all’interno del quale si potessero analizzare le diverse soluzioni per Atac, non escluso il concordato. Nonostante l’uscita dalla giunta, Mazzillo sarebbe intenzionato a portare avanti la proposta. Dunque, da attivista pentastellato e professionista di settore, l’ex assessore vorrebbe dare vita a un comitato formato da esperti che possa offrire alla Raggi e al presidente di ATAC Paolo Simioni un contributo di riflessione per tirare fuori dal guado l’azienda e l’amministrazione. La sensazione è quella della festa delle medie: “Tu non vieni / Non importa, sai, c’avevo judo“.