Attualità

Come finiscono quelli che danno retta alle bufale sovraniste del nativo Castellani (spoiler: in carcere)

Qualche tempo fa ci eravamo occupati dello strano caso di una coppia di genitori “nativi italici” arrestati dopo aver rapito uno dei propri figli il Tribunale aveva affidato a due comunità per minori per via delle condizioni di vita in cui vivevano. La coppia, che si considera “cittadini sovrani” aveva tentato di rapire uno dei quattro figli minorenni che era stato temporaneamente allontanato dalla famiglia assieme ai tre fratelli in seguito ad una denuncia per maltrattamenti. Fermati dalla Polizia i due, 49 anni lei e 53 anni lui, hanno dichiarato di essere “sovrani individuali”.

L’abuso di potere nei confronti dei nativi

La famiglia di “sovrani” fa parte del seguito di un altro “nativo italico”: Andrea Castellani, coordinatore dell’Ufficio operativo esseri umani e di recente organizzatore di una manifestazione dei “gilet gialli” italici a Roma. Ad inizio febbraio la procura di Torino ha chiesto la condanna per i due genitori che sono sotto processo per maltrattamenti, sequestro e tentato sequestro. Dal momento che i due hanno sempre rifiutato di nominare degli avvocati di fiducia e di interloquire con magistrati e forze dell’ordine il Tribunale ha disposto una perizia psichiatrica per appurare se siano capaci di intendere e di volere ma il medico incaricato, lo psichiatra Elvezio Pirfo ha affermato in aula di non essere riuscito a compiere la perizia voluta dal tribunale perché entrambi hanno rifiutato qualsiasi colloquio.

processo cittadini sovrani nativi torino castellani - 1
Il cartello mostrato alla Polizia per spiegare l’inviolabilità dello stato dei cittadini sovrani

 

«Siamo nati liberi, non riconosciamo la sovranità italiana», ripetevano nel video girato durante il fermo mentre si appellavano alle convenzioni internazionali, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (abbreviata in DUDU) e chiedevano di essere giudicati non da un tribunale italiano ma da un tribunale internazionale. Secondo i seguaci di questa particolare forma di sovranismo individuale infatti i contenziosi tra “sovrani” e quella che loro definisco entità privata Italia Spa (vale a dire lo Stato italiano) vanno risolte tramite un arbitrato internazionale come tutte le dispute tra stati.

La presa d’ostaggi da parte dello Stato Italia Spa

La coppia – racconta Castellani in un video su YouTube – ha invece chiesto di poter conferire proprio con l’Ufficio operativo esseri umani, che si “occupa” di fare formazione e di difendere i diritti dei “sovrani”. Curiosamente Castellani, così attento ai diritti individuali e alle convenzioni internazionali non fa nulla, nei suoi video e post, per tutelare la privacy dei minori coinvolti (loro malgrado) nella vicenda. Anzi proprio grazie alle informazioni fornite da Castellani è possibile risalire alla loro identità.

processo cittadini sovrani nativi torino castellani - 2

In un video pubblicato ieri Castellani parla di presa d’ostaggi da parte della Republic of Italy e annuncia clamorose quanto fantomatiche azioni legali in nome di tutte le convenzioni internazionali possibili e immaginabili. Compresa quella che regolamenta i diritti dei popoli indigeni dal momento che i sovrani individuali si identificano come “nativi” e quindi indigeni di una data località e regione (Veneto, Umbria, Lazio, Piemonte e così via). Tutte leggi internazionali rivendicate dai nativi detenuti illegalmente dallo “Stato Italia” in Piemonte. Castellani – che si presenta in qualità di osservatore ONU del processo a carico dei nativi – elenca una lunga serie di violazioni perpetrate dal Tribunale (che lui chiama “azienda” perché si tratta a suo dire di un ente privato) che fanno sì che la condanna in primo grado sia nulla. Inoltre promette di fare causa alla TgR Piemonte che ha dato la notizia in modo sbagliato chiedendo un risarcimento danni in monete d’oro. I sovrani infatti non riconoscono il valore della moneta “euro” che chiaramente è frutto del signoraggio. Castellani ha lanciato un appello “a tutti gli autodeterminati” a presentarsi presso uno degli uffici dell’Ufficio operativo «per querelare questa violazione gravissima dei diritti umani perché il Tribunale di Torino non ha giurisdizione perché è un’azienda». I Sovrani infatti non posso essere citati in giudizio se non danno il consenso. Ma come stanno imparando questi nativi le cose non funzionano così.

Leggi sull’argomento: