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Andrea Carletti: revocati gli arresti domiciliari al sindaco di Bibbiano

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Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti passa dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, Albinea. È questa la decisione del tribunale della Libertà di Bologna sul ricorso della difesa del primo cittadino, attualmente sospeso dopo il coinvolgimento nell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ della Procura di Reggio Emilia in cui risponde di abuso di ufficio e falso.

Andrea Carletti: revocati gli arresti domiciliari al sindaco di Bibbiano

Dunque Carletti non sarà più agli arresti domiciliari a cui era sottoposto dal 27 giugno scorso, la misura è stata sostituita dall’obbligo di dimora. La Procura contesta al sindaco il reato di abuso di ufficio e falso ideologico. Il ricorso per la revoca dei domiciliari era stato presentato dai difensori di Carletti, l’avvocato Giovanni Tarquini e il professor Vittorio Manes e si era discusso lunedì scorso davanti al Tribunale della Libertà di Bologna. Ieri il tribunale della libertà ha respinto anche la seconda richiesta di arresto nei confronti di Carletti. Secondo i giudici del Riesame la sospensione della carica di sindaco ad opera della legge Severino e la attribuzione ad altri della delega per le politiche sociali “non si reputa abbiano determinato una cesura dei suoi rapporti con l’ambiente di appartenenza in virtu’ dei soli tre mesi decorsi in regime domiciliare essendo ragionevolmente tali rapporti di amicizia e colleganza politica ben radicati nel tempo e difficilmente scalfibili. Cio’ comporta sicuramente – conclude il collegio – una possibile influenza di Andrea Carletti su persone a lui vicine nell’ambito politico-amministrativo con possibili ripercussioni negative sulle indagini”. Alla luce di queste considerazioni “la misura cautelare adeguata appare quella dell’obbligo di dimora” ad Albinea, nel Comune dove vive il sindaco di Bibbiano.

andrea carletti

I legali del sindaco hanno anche fatto sapere ieri che Carletti ha denunciato 147 persone, tra cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per presunte diffamazioni o minacce arrivate dopo la notizia dell’inchiesta. La querela presentata da Andrea Carletti risale al 12 agosto “ed è stata presentata perché il fenomeno sui social è stato ed è devastante” per lui, ha spiegato ieri all’ANSA uno dei legali del sindaco di Bibbiano, l’avvocato Giovanni Tarquini, chiarendo che la denuncia non è di questi giorni, ma di oltre un mese fa. “Ci sono commenti che sono sia diffamatori che minacciosi: mettono a rischio anche l’incolumità familiare. Ci sono affermazioni che è difficile ripetere, sono barbare”, ha detto l’avvocato. “Una delle occasioni scatenanti” di questi commenti è stato un post che Luigi Di Maio, all’epoca vicepremier, “ha pubblicato il 27 giugno, il giorno dell’ordinanza di custodia cautelare, con l’immagine di Carletti con la fascia tricolore e la scritta sotto ‘il sindaco del Pd che faceva affari coi bambini'”. Per Tarquini è questa la frase problematica “dal punto di vista della diffamazione e del rischio di subire aggressioni”. Carletti “non ha preso un’iniziativa di questo tipo per limitare libertà d’opinione e espressione in cui lui per primo crede, ma c’è modo e modo: ha voluto portare davanti all’autorità giudiziaria delle cose che costituiscono un reato”, ha concluso il legale.

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