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Anastasia Kylemnyk e lo zaino pieno di soldi a sua insaputa

Nel corso di un interrogatorio durato poco meno di mezz’ora la ragazza ucraina fidanzata di Sacchi ha ribadito la sua estraneità (e quella di Luca) al traffico di droga, ipotizzando che quel denaro dentro allo zaino possa averlo messo qualcuno

anastasiya kylemnyk

«Io non sapevo che in quello zaino ci fosse quella cifra»: Anastasia Kylemnyk ha risposto così ieri al GIP nel corso di un interrogatorio durato poco meno di mezz’ora in cui la ragazza ucraina fidanzata di Sacchi ha ribadito la sua estraneità (e quella di Luca) al traffico di droga, ipotizzando che quel denaro dentro allo zaino possa averlo messo qualcuno. E il riferimento, probabilmente, è a Giovanni Princi, il ragazzo che aveva il contatto con i pusher, e «grandissimo amico del mio fidanzato», ha detto Anastasiya al gip. D’altronde, ha sottolineato, lei e Luca stavano per entrare nel pub, non stavano aspettando nessuno.

Anastasia Kylemnyk e lo zaino pieno di soldi a sua insaputa

«Io e Luca non sapevamo nulla – avrebbe ribadito – Giovanni Princi mi ha dato una busta e mi ha detto di tenerla nello zaino», ha detto la Kylemnyk. Nello zaino, secondo la ricostruzione dell’accusa, c’erano 70mila euro che servivano a comprare 15 chilogrammi di marijuana e che avrebbero dovuto renderne 350mila. «Io e Luca siamo andati lì come spesso facevamo io e lui, come sarà capitato altre mille volte. In questa vicenda di droga noi non c’entriamo nulla». E ancora:«Prima di quel momento Giovanni Princi era un grandissimo amico del mio fidanzato. Questa vicenda ci ha sconvolto e travolti». Ha parlato per mezz’ora, prima di indossare di nuovo il cappello e gli occhiali da sole e farsi largo tra fotografi e giornalisti, scortata dall’avvocato Giuseppe Cincioni. Ed è proprio il difensore della ragazza a sottolineare che la ricostruzione fornita al gip«conferma l’estraneità di Anastasia sull’ipotizzato traffico di stupefacenti».

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La sequenza ripresa dalle telecamere (Il Messaggero, 4 dicembre 2019)

Si tratta più o meno della difesa anticipata nei giorni scorsi che tende a legare il destino di Kylemnyk a quello di Luca Sacchi, ed è anche coerente con quanto detto da Anastasia al Tg1 nell’intervista in cui negava di sapere qualcosa della droga e della trattativa dietro l’omicidio del fidanzato. Il problema è che, come nota oggi Il Messaggero, le testimonianze sembrano smentire la sua versione:

È lei che poggia lo zaino con i soldi accanto al pusher. Lei che lo riprende. Almeno secondo il verbale di Valerio Rispoli, emissario di Del Grosso che si presenta al pub per controllare se i clienti abbiano denaro sufficiente per comprare droga. Mentre Simone Piromalli racconta di avere notato che «tre ragazzi e una ragazza» erano interessati ad acquistare. Ma è il silenzio, che si protrae per oltre un mese dopo la morte del fidanzato, a rendere, anche agli occhi degli inquirenti, la posizione della ragazza più che ambigua. Sentita subito dopo il delitto, Nastja non parla di soldi né di una busta nascosta all’interno della borsa che Paolo Pirino e Valerio Del Grosso le hanno rubato. Né alla luce degli arresti e della ricostruzione successiva sente l’esigenza di presentarsi in procura per collaborare alle indagini.

Se poi è vero che Princi le ha dato una busta da mettere nello zaino, perché non lo ha detto alla polizia la notte degli spari?

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