Economia

Alitalia e il salvataggio senza newco

Secondo il MIT il ruolo di Alitalia è fondamentale per il rilancio dell’economia e del turismo nei prossimi mesi e nei prossimi anni». Queste frasi le sentiamo ogni volta che, da un ventennio, è necessario “salvare Alitalia”

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Il salvataggio di Alitalia si farà senza newco. E il governo è diviso anche sul lancio a maggio, perché, spiega oggi il Messaggero in un articolo a firma di Rosario Dimito, è difficile predisporre un piano di rilancio durante la crisi del Coronavirus SARS-COV-2 e di COVID-19.

Alitalia e il salvataggio senza newco

Per questo i tempi si allungano e la costituzione della newco viene per ora posticipata oltre il mese di maggio, quando saranno in vigore ancora le restrizioni maggiori mentre per i viaggi in aereo non si immagina nemmeno la possibilità di una riapertura nella Fase 2. Difficile anche fare calcoli su investimenti, numero di aerei e organici se non si conosce la data in cui si ritornerà alla normalità. Per questo M5S e PD, le due anime del governo, litigano ma sono d’accordo soltanto su un punto:

Bisogna sfruttare al meglio gli aiuti comunitari che pioveranno sulle compagnie messe in ginocchio dalla crisi. Tanti soldi che serviranno ad evitare macelleria sociale e a rianimare un settore vitale per ridare ossigeno all’economia, turismo in testa. Del resto sono gli ultimi dati a suggerire la massima prudenza. Secondo la Iata, i ricavi da passeggeri delle compagnie aeree nel 2020 subiranno una perdita di 314 miliardi di dollari (-55% rispetto al 2019) per la crisi del Covid-19.

L’associazione internazionale del trasporto aereo spiega che l’aggiornamento dei dati riflette un «significativo peggioramento della crisi»: «forti restrizioni nei voli interni della durata di 3 mesi; alcune restrizioni sui viaggi internazionali che si estendono oltre i 3 mesi iniziali; un forte impatto a livello mondiale, incluse Africa e America Latina (che avevano avuto una piccola presenza della malattia e che nell’analisi di marzo si prevedeva fossero meno colpite)».

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Alitalia, le perdite (Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2020)

Anche perché la domanda passeggeri (sia interna che estera) sull’anno, secondo la Iata, dovrebbe ridursi del 48% rispetto al 2019. In questo contesto, ragionano al Mit, non è facile immaginare la ripartenza di Alitalia, o quanto meno un lancio in grande stile per andare alla conquista del mercato.

C’è da dire che a Roma si aspettano anche nuove regole su fronte della low cost per ridurre le asimmetrie di mercato. E, come detto, un piano organico per dare sprint all’intero comparto. «Credo – ha detto ieri la ministra dei Trasporti Paola De Micheli – che le altre compagnie degli altri Paesi europei e non stiano vivendo esattamente come le nostre compagnie una  situazione di grande stress. Questo ci consentirà di trovare uno strumento europeo per sostenere le compagnie aeree europee. Poi noi abbiamo la specificità della vicenda Alitalia sulla quale il governo farà un importante investimento, anche perché il ruolo di Alitalia è fondamentale per il rilancio dell’economia e del turismo nei prossimi mesi e nei prossimi anni».

Anche queste frasi le sentiamo ogni volta che, da un ventennio, è necessario “salvare Alitalia”. No, non sarà questa la volta buona.

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