Opinioni

Come la condanna di Alemanno ha bruciato la sua candidatura con la Lega

Gianni Alemanno ieri è stato condannato a sei anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito nell’ambito del processo scaturito dalle indagini su Mafia Capitale. Oggi l’ex sindaco di Roma ha rilasciato un’intervista al Messaggero in cui ha parlato della sua condanna autoaccusandosi di non aver controllato i personaggi che gli ruotavano attorno e sostenendo di essersi sentito un “utile idiota”:

«Questo è stato il mio limite, non controllare alcuni personaggi che mi ruotavano intorno. E che alle mie spalle tramavano con altri».

Rileggendo le intercettazioni si è sentito un utile idiota?
«Non lo so, forse sì. Di sicuro sono stato schiacciato da un meccanismo incredibile».

Raggi e il M5S stanno commentando così: prima di noi c’era Mafia Capitale con Alemanno.
«Fossi in Raggi sarei cauto. La ruota gira e mi sembra che anche lei abbia avuto qualche problemino».

maroni alemanno salvini

La parte più interessante dell’intervista è che Alemanno avrebbe dovuto essere candidato alle elezioni europee con la Lega ma lui stesso dice che ormai è tutto saltato:

Negli Anni ‘80 Alemanno sfilava contro «i democristiani corrotti».
«Non me ne pento, io sono un uomo pulito, ho fatto la gavetta, conosco quanto la politica possa essere feroce. Due miei ex collaboratori nemmeno hanno voluto testimoniare per me».

Quali politici l’hanno chiamata in queste ore?
«Mi aspettavo più solidarietà. Ho sentito: Gasparri, Marsilio, Rampelli, La Russa. Ma non Berlusconi».

È saltata la sua candidatura alle Europee con la Lega.
«Avevamo un discorso aperto se fossi uscito pulito. Non avevo nemmeno accettato di patteggiare, tanto ero sicuro di uscirne indenne. Ma ormai…».

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