Politica

Alberto Airola e il decreto sicurezza che fa talmente schifo che non voterà contro

Alberto Airola è il senatore del MoVimento 5 Stelle tanto impegnato nelle battaglie No TAV da annunciare che si sarebbe dimesso in caso di sì all’opera e poi rimangiarselo quando è arrivato il sì all’opera. Oggi ripete il numero sul decreto sicurezza

Alberto Airola è il senatore del MoVimento 5 Stelle tanto impegnato nelle battaglie No TAV da annunciare che si sarebbe dimesso in caso di sì all’opera e poi rimangiarselo quando è arrivato il sì all’opera. Viste le premesse, e complice il fatto che in questi anni in cui ha percepito uno stipendio grazie ai nostri soldi Airola ha dimostrato di avere grande lucidità, come quando denunciò il complotto dei feriti in piazza San Carlo sostenendo che ce ne fossero di meno ma che il numero fosse gonfiato dai giornali cattivi (in realtà ce n’erano di più…), non stupisce che oggi dica che il decreto sicurezza lo colpisca perché non rispetta i diritti umani e quelli dei più deboli e poi dica che non voterà contro:

«Guardi, io l’estate scorsa ho vissuto un’esperienza personale dolorosa da cui sono uscito con la consapevolezza che bisogna vivere la vita in altro modo, con più attenzione al rispetto dei diritti umani, a partire da quelli dei più deboli».

Nel testo di legge voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini le pare che i diritti umani vengano calpestati?
«In queste settimane alcune criticità sono state eliminate, qualcosa è stato rivisto, anche per il lavoro fatto in Commissione. Ma ci sono ancora aspetti che non mi convincono».

alberto airola

Se il governo pone la questione di fiducia c’è il rischio di far cadere tutto. Anche un solo voto potrebbe essere esiziale per l’esecutivo gialloverde.
«Far cadere il governo sarebbe una follia. Non riusciremmo più a realizzare quello che abbiamo promesso ai cittadini. E io, per esempio, rimango fortemente contrario alla Tav e non intendo lasciare campo aperto a chi vuole farla».

E allora ha deciso come si comporterà?
«Di sicuro non voterò contro…».

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