Economia

Addio al Franco CFA (e ai complotti sovranisti sull'invasione dei migranti?)

Giovanni Drogo|

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È ufficiale: l’Africa occidentale dirà addio al Franco CFA, la moneta “coloniale” francese che tante soddisfazioni ci ha dato in questi ultimi mesi dopo che esperti di politiche monetarie del calibro di Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni ci hanno spiegato che era la ragione per cui l’Italia si sta “riempiendo” di immigrati. Ad ufficializare la riforma annunciata a luglio scorso è stato il Presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara nel corso di una conferenza stampa durante la visita di quattro giorni del Presidente francese Emmanuel Macron.

Gli stati africani che dicono addio al Franco CFA

La nuova moneta unica dell’Africa occidentale si chiamerà ECO e oltre al cambio di nome i capi di Stato dell’Union Economique et Monétaire Ouest Africaine (UEMOA) hanno deciso di eliminare l’obbligo di depositare il 50% delle riserve monetarie nel Tesoro francese e per il ritiro dei rappresentanti della Francia in tutti gli organismi di decisione e di gestione della UEMOA. Rimane invece invariato il tasso di cambio: anche l’ECO sarà agganciato all’Euro con un rapporto di cambio fisso di 1 a 655,96 franchi CFA. Attualmente il Franco CFA (acronimo di Comunità Finanziaria Africana) è la moneta utilizzata in 14 stati africani, per la maggior parte ex colonie francesi, quali Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad suddivisi in due “regioni” distinte.

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I paesi membri dell’UEMOA sono Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo e adotteranno l’ECO. Per Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo, vale a dire i paesi invece appartengono alla Communauté économique et monétaire de l’Afrique centrale (CEMAC) invece rimane in vigore il Franco CFA. Secondo il Presidente Ouattara la riforma del Franco CFA «tiene conto del nostro desiderio di costruire il nostro futuro in modo responsabile, al fine di attrarre investimenti privati, creare posti di lavoro e perseguire lo sviluppo economico dei nostri paesi».

Senza Franco CFA finisce l’invasione dei migranti?

La moneta adottata nelle ex-colonie francesi è da tempo oggetto di numerose critiche. Nei mesi scorsi anche gli italiani hanno scoperto della sua esistenza grazie alle uscite di Alessandro Di Battista del MoVimento 5 Stelle il quale ha sostenuto che il Franco CFA è una “manetta” che impedisce ai paesi che lo utilizzano di raggiungere la piena sovranità monetaria. Per il Capo Politico del M5S Luigi Di Maio invece la moneta africana è la ragione delle partenze dei migranti: «se oggi la gente parte dall’Africa è perché alcuni paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani». Naturalmente è sempre possibile abbadonare la “zona economica del franco CFA” come hanno fatto in passato il Madagascar e la Mauritania. Il problema della tesi dei due del MoVimento è che la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia non provengono dai paesi dove la moneta è il Franco CFA.

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Di Battista con un fac simile di Franco CFA a Che Tempo Che Fa

Se per il M5S il Franco CFA era la causa della presunta invasione dei migranti per Giorgia Meloni invece fu la causa della guerra in Libia del 2011 (quella che votò anche lei). Per la leader di Fratelli d’Italia infatti la Francia scatenò l’offensiva perché aveva scoperto il piano di Gheddafi per dare vita ad una nuova moneta panafricana che “liberasse” gli stati africani dal giogo del neocolonialismo francese. Ma non ci sono prove che Gheddafi avesse davvero in mente di farlo (o che avesse abbastanza risorse per poter portare a termine il piano).

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C’è anche da chiedersi come mai l’ex dittatore libico abbia avuto l’idea così tardi, in un periodo storico in cui il suo potere e il suo prestigio a livello degli stati africani era ormai offuscato e in declino. Ironia della sorte Gheddafi ottenne proprio l’effetto opposto (almeno stando a certe riletture sovraniste).

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Dopo l’annuncio del Presidente della Costa d’Avorio Carlo Cottarelli ha ironizzato sulla notizia scrivendo su Twitter «scomparirà quindi quella che Di Battista e altri avevano considerato come la causa dei mali dell’Africa e delle migrazioni verso l’Europa. Dal prossimo anno niente più migranti». Ma sicuramente non sarà così, e allora vedrete che prima o poi sovranisti, sovranari e populisti torneranno a raccontare la storia del Franco CFA e dell’ECO che ci riempiono di migranti.

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