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La bufala delle accise sulla benzina che verranno tolte il 31 novembre

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La pagina Facebook il Sebeto ha pubblicato due giorni fa una specie di infografica che annuncia il tanto atteso (e promesso) taglio delle accise sui carburanti. Grazie alla Manovra del Popolo, si legge, e al decreto 6-1/71 il 31 novembre verranno eliminate le accise e la benzina costerà 72 centesimi al litro. Naturalmente si tratta di una bufala, perché come tutti sanno il 31 novembre non esiste.

La storia della benzina che il 31 novembre costerà 0,72 euro al litro

Ciononostante l’enfatico cartello, che ci informa che il governo dei fatti mantiene le promesse fatte in campagna elettorale ha ottenuto la bellezza di 27.882 condivisioni. E la maggior parte di queste non sono ironiche o sarcastiche. Sono di persone che credono seriamente che il governo del Cambiamento eliminerà fra poco più di un mese le accise sui carburanti e che la benzina passerà dai circa 1,668 euro al litro attuali a meno della metà del prezzo. Matteo Salvini però diceva che avrebbe tolto le accise che sommate complessivamente “pesano” 0,72 euro per ogni litro. Tutto fantastico, ma naturalmente è una bufala.

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L’autore della bufala ha seminato del resto parecchi indizi. Non c’è solo la data sbagliata, il riferimento al decreto (inesistente) 6-1/71 è in realtà una sorta di rebus che – come ha spiegato David Puente – utilizza la smorfia napoletana e che significa “sei un uomo di merda”.

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Infine l’autore ha lasciato la sua firma modificando il cartello di Salvini. Se si legge con attenzione il cartello mostrato da Salvini (che prometteva di tagliare le accise a partire dal 5 marzo) la voce per le accise relative alla ricostruzione dopo il terremoto in Friuli è stata modificata in “ricostruzione dopo il quintomoro in Friuli“.

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Ed è proprio un utente che come nickname usa Quintomoro l’autore della bufala. Una bufala creata appositamente per prendere in giro quelli che ci oggi ci cascano ma che come tutte le bufale sfugge di mano. Lo stesso autore qualche tempo fa aveva messo in circolazione la storia della patente di guida concessa gratuitamente (e con 30 punti di partenza anziché 20) agli immigrati.

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L’autore non resiste alla tentazione di rivelarsi ed infatti nei commenti del post de Il Sebeto fornisce l’indizio che serve ad identificarlo. Nel gruppo Facebook Giente Honesta invece esce tranquillamente allo scoperto. Così come avevano fatto all’epoca gli autori della bufala sulla sorella (morta) della Boldrini che gestisce cooperative dei migranti. Perché quella che l’ex Presidente della Camera considera una delle più dolorose fake news messe in circolazione per diffamarla e screditarla non è stata inventata da neofascisti o seguaci di Salvini ma proprio da un gruppo di troll che voleva vedere un po’ l’effetto che faceva a prendere per il culo i gentisti e i populisti (un po’ come per la storia della Lamborghini di Renzi).

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Si tratta quindi delle solite trollate spacciate per esperimenti sociali che vogliono dimostrare quanto poco le persone prestino attenzione a quanto c’è scritto nei messaggi che condividono. Un modo abbastanza comodo e facile di fare la morale agli “analfabeti funzionali” che ovviamente votano sempre per la parte politica sbagliata. Ma non c’è alcun bisogno di esperimenti sociali per dimostrare quello che accade quotidianamente su Internet e fuori dal Web. Perché si tratta di un fenomeno ampiamente studiato e dimostrato. L’unica soddisfazione è quella di sentirsi un po’ più intelligenti degli altri, magari durante una bella conferenza dove si spiegano gli effetti nefasti degli avvelenatori di pozzi che disseminano informazioni false e di come sia facile raggiungere lo scopo.

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