Opinioni

Zingaretti e il contrattino piccolo piccolo

Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha avuto dalla direzione del partito un mandato per verificare la possibilità di formare una nuova maggioranza parlamentare. Questa è la notizia seria. Molto meno seri e del tutto irrilevanti sono i cinque punti o presupposti che il PD considera irrinunciabili e per i quali sarebbe richiesta un’adesione del M5S (che non è nominato ma non è necessario essere dei politologi per capire a chi sono indirizzati). Si tratta, ovviamente, di una pura mossa propagandistica per dare l’impressione che non si faranno sconti a nessuno. La vera trattativa avverrà dopo in quanto questi punti sono talmente generici e scontati che non è neanche lontanamente immaginabile che possano essere un ostacolo per l’alleanza. Vediamo in sintesi questo “contrattino” di governo, a questo link c’è la versione integrale.

1) Impegno per un’appartenenza leale all’Unione Europea.

2) Pieno riconoscimento della centralità del parlamento e della democrazia rappresentativa.

3) Investire su una crescita basata sulla sostenibilità ambientale.

4) Svolta nella gestione e organizzazione dei flussi migratori

5) Svolta economica in chiave redistribuiva e di attenzione all’equità. Focus su lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Scongiurare aumento dell’IVA. No aumento pressione fiscale.

Allora, vediamo perché si tratta di un cumulo di banalità irrilevanti.

zingaretti casaleggio telefonata

1) Premesso che il M5S ha abbandonato da tempo l’intenzione di uscire dalla UE e dall’euro (che gli ha permesso comunque di raccogliere il consenso di migliaia di tonti), vi pare possibile che qualcuno possa rifiutare questo punto perché preferisce stare nella UE in modo sleale e subdolo? Persino chi è sleale e subdolo non lo dichiara apertamente. Si limiteranno a dire che loro vogliono cambiare la UE (lealmente) per migliorarla, affinché ci sia un’Europa più solidale, più attenta alle ragioni dell’ambiente, più vicina alla gente, più democratica e bla bla bla.

2) Anche in questo caso è mai pensabile che un partito si rifiuti di aderire? Che si rifiuti di riconoscere la democrazia rappresentativa e la centralità del parlamento? Immaginate una possibile risposta contraria: “No grazie, noi entriamo nell’alleanza solo se il parlamento sarà tenuto fuori dalle decisioni più importanti”. Dai su Zingaretti, e che diamine.

3) Ottima scelta anche quella di pretendere investimenti sulla sostenibilità ambientale, un tema che davvero rischia di mettere in crisi il M5S. Un vero mastino spietato questo Zingaretti, uno che detta condizioni durissime e umilia il suo interlocutore, non c’è che dire.

4) Quello delle politiche sull’immigrazione è l’unico punto che ha una parvenza di serietà, perché effettivamente richiede una discontinuità con le politiche del vecchio governo. Spoiler: il M5S lo accetterà senza problemi.

5) È il punto più intrigante in quanto nella sua genericità dice molto su come in Italia tutti i partiti seguano più o meno le stesse politiche economiche: aumentare la spesa corrente e non fare nessuna riforma strutturale che possa scontentare questa o quella rendita di posizione. C’è dentro tutta la filosofia che sta condannando da decenni il nostro paese al declino economico. Quella filosofia basata sulla necessità di strappare qualche zero virgola di deficit in più per mettere più soldi nelle tasche degli italiani, che tanto poi la crescita avverrà da sola grazie ai magici moltiplicatori della spesa pubblica. La cosa non funziona empiricamente nel 99% dei casi ma chi se ne frega. Non pretenderete mica che un governo debba sapere come funziona l’economia vero? Non pretenderete mica che in uno dei cinque punti si parli per sbaglio di dimezzare i tempi dei processi civili che sono un noto freno agli investimenti esteri. Non pretenderete che si parli di come rendere più efficiente la burocrazia e tutti i servizi che lo stato eroga al cittadino. Non pretenderete che si parli di come incentivare la concorrenza, la produttività del lavoro (quella cosina da cui dipendono i salari), di effettuare risparmi di spesa (per i quali vi sono ancora ampi margini), di mettere a gara le connessioni balneari o di fare operare Uber liberamente, di semplificare la giungla del fisco (che poi i commercialisti meno bravi rimangono disoccupati). E ancora, di riprogettare un welfare spesso inefficace, di affrontare seriamente il nodo pensioni, di porsi il problema delle municipalizzate/partecipate in perdita cronica che sono solo dei poltronifici (e non lo sono tutte sia chiaro, ma dobbiamo rassegnarci al fatto che quelle che lo sono lo debbano essere per sempre?). E hanno anche il coraggio di chiamarla “svolta”… Ma sono andato fuori tema e chiedo scusa, è giusto fermarci al testo senza interpretarlo in modo arbitrario. Torniamo quindi alla questione centrale perché tutti aspettate una risposta: la risposta è sì, il M5S non avrà ovviamente nulla in contrario a sottoscrivere un impegno aspecifico per avere più attenzione all’equità, al lavoro, all’istruzione, alla salute, all’ambiente e bla bla bla. Insomma, se ci saranno degli ostacoli non saranno certamente ascrivibili a questi inutili e generici cinque punti. Mi chiedo solo perché non siano state aggiunte delle ferme e risolute condanne della pedofilia e della guerra termonucleare. Vi assicuro che il M5S avrebbe sottoscritto anche quelle.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.