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Zangrillo: “Il virus oggi? Esiste, ma è clinicamente in letargo”

Un anno dopo quella dichiarazione sul “virus clinicamente morto”, il Primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Cardio-Toraco-Vascolare torna a parlare della situazione dei ricoveri in tutto il Paese

Zangrillo

Era clinicamente morto. Poi, purtroppo, è clinicamente risorto. Oggi, anche grazie alla campagna vaccinale che prosegue abbastanza spedita in tutto il Paese, i numeri della pandemia sono molto ridotti rispetto al recente passato. Per questo motivo – a un anno da quella dichiarazione che fece molto discutere – Alberto Zangrillo sostiene che, al momento, il virus sia “clinicamente in letargo”.

Zangrillo dice che il virus, oggi, è “clinicamente in letargo”

In collegamento con “Un Giorno Da Pecora”, su Rai Radio1, Alberto Zangrillo ha dichiarato: “Non rinnego nulla, la traduzione che venne fatta di quella frase fu volutamente maliziosa. Non esistono fortunatamente pazienti con insufficienza respiratoria da Sars-CoV-2. Questo per me vuol dire che il virus è clinicamente in letargo. Può darsi che si risvegli? Speriamo di no”. Insomma, termini diversi per raccontare una versione della storia già spiegata lo scorso anno. Ovviamente, a differenza dell’estate del 2020, i vaccini sono un valido sostegno alla tesi sostenuta dall’esperto del San Raffaele di Milano.

Nel corso del suo intervento radiofonico, lo stesso professore ha tirato nuove stoccate agli altri virologi, immunologi ed esperti che appaiono spesso (ora molto meno) in televisione. E lui sostiene che non andrebbe mai a cena con Galli e Crisanti, due personalità con cui – nel passato, più o meno recente – ci sono state molte tensioni a distanza (mediatica). Infine ha sottolineato – sempre per rimarcare la differenza tra lui e gli altri – di non essere un veggente e di non fare previsioni sul futuro. Peccato che la sua storia racconti un atteggiamento ben diverso. Come quando – a settembre – disse che per lui non ci sarebbe stata nessuna seconda ondata. Oppure quando, a luglio, sostenne che l’emergenza sanitaria si era conclusa da due mesi. Poi, purtroppo, il tempo gli ha dato torto. Ma lui fa il medico, non il veggente.

(foto: da In Onda, La7)