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West Nile, 15 morti in Emilia Romagna per la Febbre del Nilo

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È morto questa mattina un paziente ricoverato dall’inizio di agosto per West Nile nella terapia intensiva dell’Ospedale Civile di Baggiovara a Modena. È deceduto per le complicanze neurologiche legate al virus. Si tratta di un uomo di 62 anni, con pregresse patologie, residente nella provincia di Modena. Anche un 77enne residente a Castel San Pietro, nell’Imolese, da tempo ricoverato, è morto questa mattina alle 7.45 in seguito alle complicanze della Febbre del Nilo. Salgono così a 15 i morti per West Nile in Emilia-Romagna.

West Nile, 15 morti in Emilia Romagna per la Febbre del Nilo

Il paziente di Modena era stato ricoverato in Medicina per sintomi neurologici e insufficienza respiratoria l’8 agosto; qui era stata riconosciuta l’encefalite da West Nile col successivo ricovero, il 12 agosto, in terapia intensiva dove il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al decesso. Questo caso, rispetto ai due precedenti, spiega l’Ausl modenese, è stato immediatamente ascrivibile all’encefalite, anche in virtù del lungo periodo di ricovero che ha colpito la persona, che presentava altre patologie di base. In terapia intensiva al Policlinico rimane ricoverato in condizioni stazionarie e prognosi riservata un secondo paziente.

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Febbre del Nilo, ciclo di Trasmissione (Foto da: My Personal Trainer)

Il paziente imolese, si legge in una nota dell’Ausl di zona, era ricoverato all’Ospedale S. Maria della Scaletta dallo scorso 5 agosto per infezione da virus del West Nile: le sue condizioni si sono aggravate in corso di ricovero e, negli ultimi giorni, il paziente è stato trasferito nella ‘Area Critica’ dove la morte è sopraggiunta per complicanze neurologiche e cardiache. Quello del 77enne, si legge nella nota, è il primo decesso per West Nile nel territorio imolese. Le altre 9 persone segnalate al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola e che hanno subito un ricovero sono già state dimesse in buone condizioni.

I casi accertati in Veneto ed Emilia Romagna

Finora sono 87 i casi accertati in Emilia Romagna; in Veneto sono invece 174. I casi con sintomatologia leggera sono 120, mentre 54 sono quelli nella più grave forma neuroinvasiva. I decessi in Veneto sono ora 12, in quanto due donne di 82 anni che soffrivano di altre gravi patologie sono decedute negli ultimi sette giorni. Sono quasi 800 (798) i casi di contagio da virus West Nile in Europa nel 2018 (dal primo gennaio al 6 settembre). In testa l’Italia con 327, seguita dalla Grecia (168) e dalla Romania (117). Sono state segnalate 71 vittime: Serbia (26), Grecia (18), Italia (13), Romania (12), Ungheria (1) Kosovo (1). Nell’ultima settimana, dal 31 agosto al 6 settembre, i casi registrati sono stati 86, con 8 decessi (5) in Serbia, (2) in Grecia e (1) in Ungheria, secondo l’ultimo bollettino pubblicato dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc).

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Fonte: Vitadamamma

Intanto, dopo l’emergenza polmonite, si è verificato un caso di West Nile a Brescia; una donna di Chiari è ricoverata infatti in gravi condizioni per febbre del Nilo, un virus trasmesso con la puntura di zanzara. “Allo stato attuale, la situazione è circoscritta e adeguatamente controllata e monitorata in coordinamento con l’Ente sanitario” ha spiegato il sindaco di Chiari Massimo Vizzardi. L’amministrazione ha avviato una campagna di disinfestazione straordinaria sul territorio dopo la segnalazione dell’Ast del ricovero in ospedale della donna. “Per ridurre il rischio di trasmissione del West Nile virus – recita una nota del Comune di Chiari – la misura preventiva più efficace è quella di ridurre rapidamente la popolazione delle zanzare e di evitare la puntura adottando misure di prevenzione individuali”. Ad agosto si era verificato un altro caso di febbre del Nilo nel Bresciano, con un anziano colpito a Gambara, mentre è di ieri la notizia di un decesso di un uomo a Ravenna per lo stesso virus trasmesso dalle zanzare.

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