Opinioni

Il volantino con le offerte speciali per la droga a Padova era una bufala

La storia ha fatto ridere tutti ma era un tantino esagerata. Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere la storia di un volantino promozionale per l’offerta di droghe che a Padova era stato diffuso in occasione di una retata che aveva portato in galera i componenti di un nucleo familiare – due coniugi e il fratello dell’uomo – di origini marocchine, che spacciavano cocaina e hashish nei pressi di esercizi pubblici e nei luoghi di aggregazione giovanile del padovano. Il Mattino di Padova, che riportava evidentemente le affermazioni dei carabinieri, raccontava:

Gli spacciatori arrestati si caratterizzavano per il particolare attivismo nel promuovere il loro stupefacente, spronando i clienti, anche insistentemente e proponendo sconti, ad acquistarlo. Un’intensa attività promozionale soprattutto rivolta a quei giovani, già loro clienti, che faticosamente si erano affidati alle cure del Sert per disintossicarsi.

La particolaritá è che per evitare di parlare gli spacciatori avevano preparato un volantino che facevano vedere ai tossicodipendenti.

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Il volantino con le offerte per le droghe a Padova (fonte)

La storia però era una bufala. In realtà, come ha raccontato Padovaoggi, Il volantino con tariffe e promozioni della droga? E’ falso, lo hanno fatto i carabinieri
è una riproduzione, un “falso” fatto dai militari sulla scorta di quanto appreso durante le indagini “per mostrare il grave comportamento degli spacciatori”. L’ammissione dei carabinieri è arrivata dopo che in procura si è scoperto che il depliant non compare agli atti del pubblico ministero. I pusher li avrebbero distrutti prima di finire nei guai, stando a quanto afferma l’Arma. Gli ufficiali che hanno eseguito le indagini sono stati convocati con urgenza dal pubblico ministero per chiarire la vicenda. A questo punto rimane solo una curiosità: visto che nel volantino si affermava che 10 “pezzi” di “bianca”, ciascuno del valore di 50 euro, venivano offerti “scontati” a 900 euro, chissà se l’errore era presente nei sedicenti volantini no recuperati o no.

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