Opinioni

Il vero problema dei vitalizi: i ricorsi in tribunale

La riforma dei vitalizi, con un contributo di solidarietà per tre anni relativo alle precedenti legislature, è passata ieri alla Camera, ma in molte Regioni il taglio ai trattamenti degli ex consiglieri regionali è stato deciso già da qualche anno. E non senza polemiche. L’AdnKronos racconta che in una decina di Regioni ex consiglieri regionali sono passati alle vie legali e la riforma dei vitalizi si è trasformata in un’autentica guerra a suon di carte bollate. “In molte Regioni è stato già deciso il contributo di solidarietà, c’è chi lo ha accettato e chi ha fatto ricorso. Da un nostro monitoraggio sono 10-11 le Regioni in cui ex consiglieri, non tutti ma alcuni, hanno fatto ricorso”, osserva all’Adnkronos Aldo Bottin, ex consigliere del Veneto e presidente del Coordinamento delle associazioni degli ex consiglieri regionali di tutte le Regioni. Dal Lazio al Piemonte, dalla Lombardia alle Marche, dalla Campania al Molise, dall’Abruzzo alla Toscana fino al Trentino Alto Adige, la battaglia contro il contributo di solidarietà è finita direttamente nelle aule di tribunali. E le cause vanno avanti. “Si vedrà cosa dicono i giudici”, sottolinea Bottin. “Si parla di casta….prima di parlare bisognerebbe leggere cosa dicono le norme e il buon senso – spiega – Io ritengo che la decisione della Camera sia stata opportuna, ma mi auguro che questo contributo sia finalizzato a interventi mirati per dare risposte alle situazioni di disagio”. Il motivo dei ricorsi nelle Regioni, osserva Bottin, è che non sono stati fatti interventi mirati ma si è deciso di colpire tutti in modo univoco: “l’unica regola doveva essere la norma fiscale, il fisco equo: in base a quello che si percepisce si contribuisce”, spiega.

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I vitalizi dei consiglieri regionali (La Stampa, 3 marzo 2017)

Ma la sforbiciata ai vitalizi, secondo Bottin, è stata frutto di “una campagna che c’era e continua ad esserci” contro i consigli regionali e di un “qualunquismo terribile”. “Il decreto Monti – spiega Bottin facendo riferimento alle norme sulla riduzione dei costi della politica e sui vitalizi che furono approvate nel 2012 – non andava applicato ai vitalizi in corso. Invece sulla base di una campagna stampa e di discorsi da bar, si è deciso di contravvenire a una legge dello Stato”. In ogni caso il problema secondo il presidente del Coordinamento delle associazioni degli ex consiglieri regionali non è il taglio: “Noi siamo d’accordo a dare un contributo generalizzato, ossia che lo diano tutti, ma che sia proporzionato, temporaneo e finalizzato a qualcosa di specifico non generico”. Il rischio ora è di ricorsi anche da parte degli ex parlamentari? “Non so i deputati cosa faranno. Il fatto è che non si affronta all’origine, con serietà, il discorso”. Finora però, secondo Bottin, si è assistito a una “favola, di risparmi reali non ce ne sono”.

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