Opinioni

«Virus? Porro fa il Maitre de Plaisire del politico che garantisce l'audience del momento»

Udo Gumpel, corrispondente dall’Italia di RTL, è spesso invitato nei dibattiti in cui si parla di Germania; è normale quindi che sia stato chiamato a Virus di Nicola Porro per discutere della Volkswagen e del tema del giorno. Poco fa, però, su Facebook Gumpel ha raccontato qualche retroscena molto interessante sulla trasmissione e sulla costruzione di senso che effettua, specialmente nel modo di trattare ospiti come Matteo Salvini:

Dietro le quinte di Virus su Rai2, o meglio: a casa del Maitre nel Gran Hotel Salvini.
Salvini come persona mi è simpatico, lo dico subito. Ti da del “tu”, è conviviale, bravo comunicatore, attorniato da tanti “fan” alla ricerca del Selfie. Vende benissimo il suo pesce, chapeau.
Metto il resumee in testa al pezzo: è una trasmissione del tutto antitetico a ciò che si chiama giornalismo.
Il giornalista “standard” dovrebbe almeno lmeno a informare a raccontare i retroscena del caso “Volkswagen”, a mettere in difficoltà il politico, sempre…
Certo, si parte male. Virus comincia con un monologo di Sgarbi che ancora non ha digerito il fatto di non esser nominato Direttore di almeno 3 grandi musei italiani al contempo, dato che è il migliore, assenteista (come lo hanno definito i Tribunali nazionali). L’Informazione è una cosa diversa. Già a questo punto mi sarei dovuto alzare e andarmene. Ma dato che la serata era già rovinata, mi interessava vedere il seguito.
Il Tweet di Salvini “i tedeschi corretti beccati in flagrante” ci sta, lo dico subito. La VW di Winterkorn ha sfruttato da anni la fama “tedesca” di super-ambientalisti, perfetti, corretti. Ci sta la ironia, la battuta. La facciamo anche in Germania, altrocché. Ciò che non ci sta è la conduzione. Monologo contro la co-gestione delle aziende con i sindacati nel consiglio di sovreglianza, come se fosse stata la colpa della truffa i “soliti sindacalisti alla Cgil-Cisl-Uil”, cieligina sulla torta “Lo Stato” tedesco che commanderebbe in Vw, data la partecipazione del 20,2% del Land Niedersachsen.Si ricama una storiella sulla baby-sitter del Piech che commanderebbe l’azienda, insieme a sindacalisti e Stato. Dunque, con questa profonda analisi il conduttore distrugge il “modello tedesco”, analizzato a dovere. C’è davvero da mettersi le mani nei capelli.
Questa sarebbe l’informazione del servizio pubblico?
Tento di riportare qualche fatto, ovvero lo “scoop” (sconosciuto al conduttore, oppure volutamente ignorato, fate voi) che i ricercatori che hanno scoperto la truffa VW sono di Berlino, dell’ICCT nella Promenade 9, Hackescher Markt, faccio vedere le foto del Direttore Peter Mock e del posto. Dev’essere stato irritante, questa irruzione del mondo reale in Virus.
A loro invece piace vedere gli operai a Wolfsburg che devono sembrare “impauriti”. Avessero mandati la troupe a Berlino, averebbero potuto spiegare come non solo la VW truffa i test, in modo simil-legale, ma tutte le case automobilistiche del mondo. Avrebbe potuto raccontare che il Diesel comunque sarà indispensabile per ridurre mondialmente le emissioni da Co2, dato che un´Auto a Diesel ne produce un quinto di una macchina tipicamente americana a km. Il futuro è Diesel, non il Suv a 4000 cc e 5 km al litro.
Il vero obiettivo della trasmissione è un altro, e lo si capisce benissimo dopo poco. Creare l’atmosfera ideale per le sparate di Salvini. Anti-Tedeschi, Anti-Euro, Anti-Bruxelles. La trasmissione è costruita intorno a questo filo rosso. Di fronte in studio ha seduto il Direttore -pure bravo – del Foglio, ma non proprio un polemista anti-Salviniano. In collegamento esterno altri tre, un imprenditore che tenta sempre di ricordare fatti e cifre, un rappresentante del PD che tenta di arginare Salvini, ma sempre da fuori, e il sottoscritto. Il collegamento esterno è un fatto importante, perché non ti da il modo di intervenire all’istante su Salvini. Decide il conduttore la critica che è permessa, o meno. Ottimo ambiente per l’ospite di turno.
Quando Salvini spara l’ennesima volta la sua “proposta” di far soldi, tassando le puttane, come fanno al Nord, come dice lui, tento di intervenire, ricordando come al solito un fatto: che l’Irpef sulle puttane non ha portato che pochi spiccioli nei paesi – come la Germania – dato che nessuna meretrice si dichiara tale. È dunque una emerita stupidaggine, ma il bravo conduttore non gliela contesta, altrimenti il clima amichevole in Studio, dove regna incontrastato Salvini, si sarebbe rovinato.
In collegamento tento di dire alla Regia, che vorrei aggiungere un commento a Salvini sulle prostitute, preso in castagna evidente. Ma non rispondono neanche, nonostante l’assicurazione che “puoi sempre intervenire, per carità”.
In diretta devo dare un “Si” o un “No”, nada mas. Lo rimprovero, ma mi risponde seccato: “Ma non sai che funziona cosi, il talk-show?”, risponde il conduttore, alla mia protesta.
Certo, caro Nicola, lo so, come funziona la tua trasmissione. Tu fai il Maitre de Plaisire del politico che ti garantisce l’audience del momento. Ti informo solo che d’ora in poi,la tua di trasmissione la farai sempre senza il sottoscritto come sopra-mobile per dare una parvenza di “confronto” giornalistico. Metti una foto mia, casomai. Tanto di più non ti serve.
Ed é per questo che ho abbandonato la trasmissione subito dopo il “rimprovero” del conduttore. Non mi serviva più, tornavo da 10 giorni in mezzo ai profughi, ho visto e raccontato tante storie vere, sofferenze vere, gente che vede nella Germania il posto di salvezza. TI lascio volentieri nella gabbia dell’ anti–anti-anti.

E comunque alla fine a Gumpel è andata bene: poteva trovarsi a dover discutere di Volkswagen con chi non sa nemmeno come si scrive
Il video dell’accaduto è stato pubblicato dal Fatto: