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Tutte le bugie di Virginia Raggi sulla monnezza

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Ieri Virginia Raggi si è accorta dell’esistenza dell’emergenza rifiuti a Roma. Nei giorni scorsi la sindaca della Capitale aveva negato l’esistenza del problema. L’assessora all’ambiente Pinuccia Montanari si era invece impegnata a minimizzare la questione parlando di “criticità”. La Raggi ha annunciato che per far fronte alla situazione è stata messa in campo una task force e che gli impianti lavorano 24 ore su 24. Durante l’intervista a Porta a Porta andata in onda martedì però la sindaca non ha rinunciato al suo sport preferito: dare la colpa a quelli che c’erano prima, alla Regione e al PD.

Quello che Virginia Raggi non dice sull’emergenza rifiuti

Virginia Raggi è sindaca della Capitale da quasi un anno. Nessuno crede che abbia la bacchetta magica, anche se durante la campagna elettorale ha più volte dato l’impressione di averla. I problemi della gestione dei rifiuti di Roma vengono da lontano ma non si può fingere che l’attuale amministrazione sia esente da colpe. In fondo non si può certo pensare di governare una città in nome del cambiamento lasciando tutto com’era prima dicendo che è “colpa degli altri”. Eppure è proprio quello che il M5S e la Raggi stanno facendo a Roma per l’emergenza rifiuti.
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Non si può negare, ad esempio che l’AMA – la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti – sia una società del Comune di Roma e che sia quindi sottoposta al controllo dell’Amministrazione. La Raggi però sostiene che la responsabilità dei cumuli di rifiuti accanto ai cassonetti è di Regione Lazio. Questo perché è la Regione ad elaborare il piano gestionale dei rifiuti. Il Presidente Nicola Zingaretti ha respinto al mittente le accuse. Secondo la Raggi il problema è che la Regione non ha approvato il piano rifiuti. Questo è falso: il piano rifiuti è quinquennale ed è stato approvato nel 2012. Fino a tutto il 2017 quindi la Regione ha un piano rifiuti. La Regione sta lavorando alla presentazione di un nuovo piano ma le attuali necessità di smaltimento e le relative problematiche riguardano il piano che è in vigore.

Cosa sta facendo il Comune per risolvere il problema dei rifiuti?

Raggi ha detto che il Comune ha inoltrato alla Regione tutta la documentazione e le richieste necessarie per l’apertura di nuovi impianti. Anche questo è falso perché l’unica richiesta fatta dal Comune di Roma – in data 9 maggio 2017 – riguarda l’impianto acquistato dal sindaco Ignazio Marino. Inoltre la giunta pentastellata è contraria alla costruzione di un impianto di compostaggio a Rocca Cencia senza però fornire l’indicazione di una soluzione alternativa. Vale la pena di ricordare che il M5S governa nella quasi totalità dei Municipi di Roma. Una questione analoga è quella che riguarda gli impianti di termovalorizzazione (gli inceneritori): il M5S è notoriamente contrario all’utilizzo degli inceneritori. Luigi Di Maio a Di Martedì ha spiegato che gli inceneritori portano con sé tangenti e malaffare. Ciononostante Roma Capitale continua ad utilizzare gli impianti di termovalorizzazione degli altri per soddisfare il fabbisogno di smaltimento dei rifiuti.

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Fonte: http://www.radicali.it/20170510/rifiuti-radicali-raggi-dice-no-impianti-usa-regioni-nessuna-direttiva-ue-vieta-costruzione/

Raggi durante l’intervista con Bruno Vespa ha detto che il Comune ha proposto la creazione di tre ecodistretti. La giunta Marino in passato aveva proposto la creazione di quattro ecodistretti ma una volta insediata la giunta pentastellata l’assessora all’ambiente Paola Muraro si era impegnata a bloccare la costruzione di quello di Rocca Cencia, considerato la spina dorsale del programma degli ecodistretti. Va però segnalato che proprio su Rocca Cencia  anche Regione Lazio si rese colpevole di un simpatico scaricabarile non volendo autorizzare l’utilizzo dell’impianto. Ad oggi in Regione la giunta Raggi non ha presentato alcuna proposta per la costruzione degli ecodistretti. Inoltre la Regione ha predisposto l’invio all’estero dei rifiuti indifferenziati al fine di alleggerire il Tmb Nuovo Salario. A vincere la gara europea è stata  la tedesca Enki che si è aggiudicata lo smaltimento di 160 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno. Nel frattempo gli impianti TMB di AMA continuano a non funzionare. A fine novembre 2016 la Raggi aveva trionfalmente annunciato il nuovo corso di AMA, e curiosamente lo faceva copiando le misure proposte e adottate dall’ex Ad Fortini e dall’ex sindaco Marino. È vero che il piano per lo smaltimento dei rifiuti necessita di un aggiornamento ma a quanto pare il Comune di Roma nell’ultimo anno ha ribadito che non era necessaria la costruzione di nuovi impianti. Questo perché secondo i 5 Stelle entro il 2021 si arriverà al 70% della percentuale di raccolta differenziata, ovvero il doppio di quella attuale. Oggi improvvisamente Raggi e Montanari si sono accorte che invece servono nuovi impianti, ma da realizzarsi fuori dal territorio comunale.