Opinioni

«Virginia Raggi? Più che Michelangelo, un’artista di strada»

Massimo Gramellini sul Corriere della Sera sfotte oggi Virginia Raggi dopo l’annuncio dei vertici del MoVimento 5 Stelle sulla possibilità della sua ricandidatura come di quella di Chiara Appendino a Torino. Lo spunto è la frase del consigliere Paolo Ferrara su Michelangelo che deve completare la Cappella Sistina:

Ancora tre mesi fa sarebbe stato impensabile, e non solo perché un terzo mandato elettorale (il primo lo ha esercitato da consigliera) è proibito dalle regole del movimento a cui appartiene. Sussisteva, incredibile a dirsi, qualche lieve perplessità sulle sue doti amministrative. Poi è arrivata la clausura da virus e gli abitanti si sono ritrovati di colpo nella stessa situazione di molti monumenti: chiusi al pubblico. Vista dal balcone, Roma era di nuovo bellissima. Non prendendo la macchina, nessuno si lamentava più dei crateri stradali. E, non prendendo bus e metro, nessuno imputava più alla Raggi i ritardi biblici e le scale mobili guaste dai tempi di Pio IX.

virginia raggi mascherina

Essendosi poi accentuato il senso di colpa nei confronti della natura, anche il cinghiale grufolante al cancello e il topone da combattimento in giardino venivano vissuti come contributo al riequilibrio dell’ecosistema. Restava la questione annosa dei rifiuti — annosa in quanto ritirati a danni dispari— ma buttare l’immondizia era diventata una delle poche attività sociali consentite e il cassonetto liquefatto partecipava del paesaggio urbano come il fontanone del Bernini. Nel promuovere le rinnovate ambizioni della sindaca, un cinquestelle che ha studiato, Paolo Ferrara, ha detto: «Avreste chiesto a Michelangelo di lasciare a metà la Cappella Sistina?». Ma il paragone rinascimentale regge fino a un certo punto. Considerate le buche e i rifiuti, la Raggi è più un’artista di strada.

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