Politica

Nuove grane per Orban appena rieletto: l'Ue vuole tagliare i fondi all'Ungheria per la troppa corruzione

Massimiliano Cassano|

Orban presidente ungheria

Per la prima volta nella storia dell’Unione europea viene attivato il meccanismo che permette all’istituzione comunitaria di sospendere i pagamenti diretti ad un Paese membro per “violazioni dello stato di diritto” che rischiano di avere un impatto negativo sul bilancio europeo: a inaugurare questa sanzione è l’Ungheria, che secondo quanto annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “La nostra conclusione – ha detto alla plenaria del Parlamento europeo – è che dobbiamo passare alla fase successiva sul meccanismo di condizionalità per lo stato di diritto. Il commissario Hahn oggi ha informato Budapest che ora invieremo la lettera di notifica formale per avviare il meccanismo di condizionalità. Questa procedura ha tempi prestabiliti e ben precisi”.

Nuove grane per Orban appena rieletto: l’Ue vuole tagliare i fondi all’Ungheria per la troppa corruzione

Il problema con Orban era stato spiegato in un question time in Aula: “Sull’Ungheria la tematica è la corruzione: noi in merito alla procedura di infrazione siamo stati chiari. Abbiamo discusso con l’Ungheria questioni legate al Pnrr e qui la principali richiesta di riforma riguarda l’anti-corruzione. Al momento manca un terreno di compromesso adeguato con Budapest”. Rischiano di venire quindi congelati i 7,2 miliardi di sovvenzioni destinate a Budapest dal Fondo per la ripresa e la resilienza, parte del maxi-piano di Next Generation Eu. L’altro Paese che rischia una sorte simile è la Polonia: “Lì la questione è l’indipendenza della magistratura – spiega von der Leyen – ed è una questione ancora aperta, così come è aperta la questione relativa al Pnrr, che è uno strumento anche di riforma”.

La reazione di Budapest all’annuncio di Ursula von der Leyen

Da Budapest intanto la risposta all’Ue è affidata alla ministra della Giustizia, Judit Varga: “La Commissione dovrebbe accettare la decisione del popolo ungherese, non punire l’Ungheria, perché il 3 aprile la maggioranza non ha votato secondo i desiderata di Bruxelles. La procedura deve essere votata dal collegio dei Commissari e il governo ungherese deve riceverne una notifica formale, tuttavia, a nostra conoscenza, nulla di tutto ciò è accaduto finora. Il governo ungherese non è interessato alle dichiarazioni politiche ed è in attesa di una notifica formale con i dettagli esatti. Se ce n’è una risponderemo, naturalmente”.