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La storia del video che “ricostruisce” il crollo del Ponte Morandi

video similazione crollo morandi - 1

Kai Kostack è un esperto di animazione 3D specializzato in simulazioni di crolli di strutture e destruction physics ed è il titolare del Kostack Studio. Qualche giorno fa ha pubblicato su YouTube un video dove ha preso in considerazioni le cinque ipotesi delle possibili cause del crollo del Ponte Morandi di Genova. Il lavoro è stato realizzato utilizzando le immagini satellitari della struttura prima e dopo del crollo, le foto fatte ai detriti e le planimetrie del viadotto.

Cosa mostra la simulazione in 3D del crollo del Morandi

Non si tratta quindi di una ricostruzione forense ma di un progetto indipendente che prende in esame i diversi scenari del crollo a partire dai possibili punti di cedimento che hanno causato il collasso della struttura nel greto del Polcevera. Il video è stato elaborato utilizzato il software Bullet Constraints Builder, sviluppato alla Laurea University of Applied Sciences, Finland.

La persona che ha realizzato il video quindi non lavora per conto della Procura né ha accesso ad informazioni riservate come ad esempio il video della telecamera che ha ripreso il crollo. Pertanto si tratta di un’elaborazione che non tiene conto delle risultanze delle indagini e delle perizie preliminari che la Procura di Genova sta svolgendo sul luogo del disastro. Più che una ricostruzione dell’incidente si tratta di uno studio che mostra come si potrebbe essere verosimilmente sviluppata la tragedia. Ma il video non indica qual è la causa del cedimento né quale sia lo scenario “più probabile”.

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È bene tenere a mente quindi che il video non aggiunge nulla a quanto già si sa sul crollo del Ponte Morandi ma solo mostra la possibile dinamica dell’evento. Le ipotesi testate nella simulazione sono il cedimento di uno dei quatto stralli agganciati alla pila che è crollata. Nelle prime quattro simulazioni viene mostrato cosa sarebbe successo dopo il cedimento di uno solo degli stralli. L’ultima ipotesi, la quinta, invece prende in esame la possibilità di una “overload failure” ovvero di un carico eccessivo sul ponte (pari a 10.000 kg per metro quadrato) che avrebbe provocato il cedimento simultaneo di tutti e quattro gli stralli del pilone distrutto. È bene però tenere a mente che il video, ripreso da molte testate giornalistiche in questi giorni, non è stato realizzato a partire da calcoli reali e che l’autore non è – stando alla sua biografia – né un architetto né un ingegnere.

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