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Cosa sappiamo del vaccino di Astrazeneca “sponsorizzato” da Bill Gates

Sul candidato vaccino non ci sono ancora certezze. Ricciardi avverte: se la ricerca di Astrazeneca fallisce «si perderà un investimento in cui il pubblico e il privato hanno condiviso il rischio». Ci sono altri 10 vaccini in sperimentazione avanzata

ASTRAZENECA VACCINO CORONAVIRUS BILL GATES

Ieri lo status con cui Roberto Speranza annunciava l’accordo europeo per ChAdOx1 nCoV-19, l’accordo europeo per il vaccino sviluppato a Oxford e in Italia, si è riempito di no-vax che protestavano al grido di “Fattelo tu“. La realtà è che con la firma del contratto sottoscritto dal ministro della Salute, assieme a Germania, Francia e Olanda, con l’azienda farmaceutica AstraZeneca, cadono i timori per l’approvvigionamento, con la garanzia di 400 milioni di dosi “da destinare a tutta la popolazione europea”.

Cosa sappiamo del vaccino di Astrazeneca “sponsorizzato” da Bill Gates

Ma il problema è che sul candidato vaccino non ci sono ancora certezze. Walter Ricciardi, consulente del ministero, in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica ha spiegato che il vaccino all’inizio «verrà dato al personale sanitario, alle categorie a rischio, per età o patologie, e a militari e forze dell’ordine. Poi piano piano toccherà a gli altri». Ma ha anche avvertito che se la ricerca di Astrazeneca fallisce «si perderà un investimento in cui il pubblico e il privato hanno condiviso il rischio. Punteremo sugli altri vaccini, come quelli su cui la Ue sta per investire 2 miliardi del fondo Esi. Per questo abbiamo più candidati». Anche il presidente dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini con il Fatto Quotidiano ha lasciato aperta la porta al dubbio: “Il problema è quello di sapere se il vaccino funzionerà e quando le dosi saranno effettivamente pronte. A quanto dicono da oltreoceano, Moderna negli Stati Uniti avrebbe già avviato la produzione del suo prodotto avendo già iniziato la sperimentazione su 30 mila pazienti volontari sani, con il rischio di buttare tutto a mare se poi il farmaco non risultasse attivo”. È l’effetto della corsa in cui i colossi del farmaco si sono lanciati: “Le multinazionali si arrischiano a produrre, anche se non hanno la certezza che quello che stanno producendo poi funzioni. Questo perché hanno ricevuto molti sostegni economici dai governi”, ha spiegato Garattini.

chadox 1 ncov-19 vaccino astrozeneca

La società statunitense ha firmato un contratto da 483 milioni di dollari con la Biomedical Advanced Research and Development Authority division (Barda), agenzia del Dipartimento della salute di Washington, che finanzia anche Astrazeneca con altri 1,2 miliardi. Il governo Usa ha poi investito 456 milioni sul candidato prodotto dalla Johnson& Johnson e altri 30 li ha destinati alla francese Sanofi. Anche Elena Dusi su Repubblica spiega che non sappiamo ancora con certezza se il vaccino funzioni:

I risultati della fase uno della sperimentazione, condotta su mille volontari da aprile per mettere in luce gli effetti collaterali, saranno pubblicati entro giugno. Finora non sono emersi rischi: il vaccino sembra sicuro. Sull’efficacia, però, a oggi possiamo interrogare solo i macachi, anche loro vaccinati poi sottoposti a dosi abbondanti di coronavirus. Il bicchiere mezzo pieno è che non hanno avuto polmoniti, solo raffreddore. Il bicchiere mezzo vuoto è che i macachi continuavano ad albergare il coronavirus nelle vie respiratorie.

Pur non ammalandosi in modo grave, restavano in grado di infettare. Se questi risultati fossero confermati negli uomini, il vaccino di Oxford sarebbe un aiuto prezioso, ma non metterebbe fine alla pandemia. «Può darsi che noi saremo i primi, ma poi arriveranno altri vaccini a completare la strategia» prevede lo stesso Soriot.

vaccino covid

Il vaccino di Oxford è fatto con un adenovirus di scimpanzé che viene reso inoffensivo. Il virus è iniettato nel braccio ed entra nelle nostre cellule. Lì attiva il suo Dna, nel quale gli scienziati hanno inserito una parte aggiuntiva, che ordina alla cellula di produrre un frammento del coronavirus: la spike, o punta della corona. La spike dovrebbe attivare il sistema immunitario e insegnargli a difendersi dal coronavirus intero, in caso di infezione. Metodi simili sono stati usati per i vaccini contro la Sars nel 2003 ed Ebola nel 2016, ma in tutto il mondo ne sono state prodotte poche migliaia di dosi. Arrivare a oltre due miliardi fa parte dell’impresa.

ChAdOx1 nCoV-19: il vaccino e Bill Gates

I vaccini prodotti con il virus ChAdOx1 sono stati finora somministrati a oltre 320 persone e si sono dimostrati ben tollerati, sebbene possano causare effetti indesiderati temporanei, come febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolore al braccio. Intanto i fans delle ipotesi di complotto puntano il dito sul “vaccino sponsorizzato e promosso da Bill Gates“. Il colosso biofarmaceutico anglo-svedese AstraZeneca, che produrrà le dosi del vaccino, ha stretto infatti un accordo con gli enti di beneficenza Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) e Gavi the Vaccine Alliance, che hanno donato ben 750 milioni di dollari. Entrambe le organizzazioni sono finanziate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e soprattutto dalla Bill and Melinda Gates Foundation (BMGF), la più grande fondazione privata al mondo creata dal fondatore della Microsoft e da sua moglie. Che si trova nella paradossale situazione di stanziare soldi per i candidati vaccini e finire insultato perché secondo i complottisti ci guadagna.

ASTRAZENECA VACCINO CORONAVIRUS BILL GATES 1

 

La speranza è che almeno uno dei dieci più promettenti funzioni. Fra gli altri vaccini candidati compare il NIaid – Moderna Therapeutics, sviluppato negli Usa dall’istituto guidato da Anthony Fauci; il vaccino di Moderna utilizza il codice genetico necessario dalle cellule umane per la sintesi di antigene virale, mentre altri, come il vaccino Oxford, si basano sull’utilizzo dell’adenovirus, che normalmente causa il raffreddore, capace di trasportare nelle cellule un gene sintetico. Poi c’è il BioNTech-Pfizter, dalla collaborazione tra il colosso americano Pfitzer e la tedesca biotech BioNTech; la Food and Drug Administration ha autorizzato la sperimentazione clinica per il vaccino a base di Dna proposto dall’azienda americana Inovio, chiamato Ino-4800. In Cina si testa sull’uomo il vaccino di CanSino Biologics e 2 vaccini messi della Shenzhen Geno – Immune Medical Institute sono stati avviati alla fase dei test clinici su 100 volontari sani. I candidati in questione, LV-SMENP-DC e aAPC, sono basati sull’utilizzo di lentivirus per far esprimere dalle cellule le proteine virali e attivare di conseguenza il sistema immunitario.

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