Economia

Mezzo milione di pensionati in più con l’uscita a 62 anni

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La pensione a 62 anni che è nei piani del governo dovrebbe costare tra i sei e gli otto miliardi e permettere il ritiro dal lavoro a 400 o 500mila persone. Sono i numeri del leghista Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro in un’intervista al Messaggero, che cozzano con le valutazioni indipendenti che lo valutano intorno ai 13 miliardi di euro.

500mila pensionati in più con l’uscita a 62 anni

«Il costo della nostra proposta è attualmente al vaglio degli uffici Inps. Ma non siamo su queste cifre. Secondo i nostri calcoli siamo tra i sei e gli otto miliardi di euro al massimo», dice Durigon al quotidiano smentendo i conti del Centro Studi Tabula di Stefano Petrarca. Non ci sarà ricalcolo contributivo e la pensione sarà piena e senza tagli, annuncia il sottosegretario: «Potrebbe essere invece introdotto il limite a due anni di contributi figurativi per poter accedere all’anticipo, previsto sempre dalla proposta Brambilla». E aggiunge che il governo sta lavorando per lasciar andare in pensione anche chi ha 41 anni e mezzo di contributi.

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Pensioni, spesa e trattamenti (Il Messaggero, 13 settembre 2018)

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha parlato due giorni fa di quota 100 con non più di 62 anni d’età, requisito che potrebbe essere accoppiato dal canale dei 41 anni e mezzo senza limiti di età. Nel primo caso, non essendo disponibili stime dei proponenti, viene in soccorso la simulazione contenuta nella nota tecnica Inps di quest’estate: con quota 100 e 64 anni di età minima il maggior numero di pensioni stimato a fine anno parte dai 258mila nel 2019 per arrivare a sfiorare le 300mila unità nel 2021, con una maggior spesa che parte da 4,6 miliardi per arrivare a 6,3 cumulati annui. Numeri destinati a crescere sensibilmente se il disco verde per la nuova anzianità si accendesse a 62 anni.

I costi della pensione a 62 anni

In base ai primi calcoli fatti da Stefano Patriarca della società “Tabula” si tratterebbe di una spesa di 13 miliardi (che al netto delle imposte scenderebbero a 9 miliardi) e di una platea poco meno di 700 mila individui. La mossa — con i 62 anni — sarebbe più vantaggiosa per le varie tipologie di Ape sociale (l’anticipo pensionistico) varate dal precedente governo per favorire i lavoratori disagiati. Costerebbe tuttavia un po’ troppo se si pensa che, pur contando sullo sconto sull’Iva e su un deficit all’1,6 per cento rispetto al Pil, tutte le misure della prossima legge di Bilancio vanno coperte.

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Pensioni, costi di quota 100 (La Repubblica, 6 settembre 2018)

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