Opinioni

Va bene la democrazia, ma non esageriamo: le leggi non si discutono, si amano

scalfarotto repubblica

Tutta questa democrazia, diciamolo, sta cominciando a dare alla testa. Anzi, ricordiamo Alberto Sordi in Un borghese piccolo piccolo: «la libertà è una bella cosa. Peccato che ce ne sia troppa». Accade infatti oggi che il quotidiano Repubblica si sia permesso di fare il punto sulle Unioni Civili segnalando che dopo un buon avvio sono calate le celebrazioni: 369 nel 2017. In tutto sono 2800 i sì a un anno dalla legge:

Vediamo le cifre: 1.417 unioni civili in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli, Veneto e Liguria. I numeri calano al centro: sono 1.093 le unioni celebrate in Emilia e in Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio. Poi ecco il crollo scendendo verso il Sud. Solo 292 unioni sono state celebrate in Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna.

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E, a scorrere le tabelle, colpisce il fatto che in Molise ci sia stata una sola unione. Che ve ne siano state soltanto due in Basilicata, una a Potenza e una a Matera. Che in Calabria si arrivi solo a otto. Le Regioni del Sud che tengono in alto i numeri sono solo la Campania con 105 unioni e la Sicilia con 75. Ma va detto che anche in Valle D’Aosta le unioni sono state solo sei.

L’inchiesta prosegue con un’intervista al ministro Costa, un colloquio con una coppia di uomini sarda e un colloquio con le associazioni, le quali spiegano che giovani e donne non sono interessati visto che manca la stepchild adoption, promessa da Renzi al piccolo Ernesto ma poi sacrificata sull’altare del Grande Angelino.
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E indovinate un po’ chi sbrocca per questi numeri e queste evidenze? Nientemeno che il sottosegretario Ivan Scalfarotto. In uno status pubblicato su Facebook Scalfarotto si scaglia contro tutta questa democrazia e libertà di stampa, francamente esagerata visto che adesso ci si permette persino di discutere le leggi, signora mia.
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Chissà se Scalfarotto si rende conto dell’incredibile sciocchezza che esce dalla sua penna quando scrive che l’articolo di Repubblica è “un capolavoro di omofobia”. Probabilmente no, perché altrimenti si vergognerebbe di ciò che dice. Ma il fatto che aggiunga dopo “e di furore antirenziano” ci dona un indizio importante su cosa gli stia dando realmente ai nervi. E non solo. Nello status Scalfarotto sostiene che Repubblica non ha dato “nemmeno un dito di aiuto a far approvare la legge”, affermazione falsa (visto che Repubblica ha invece fatto campagna a favore della legge: qui un editoriale del direttore Calabresi) ma anche ridicola nel merito visto che un governo e una maggioranza seri non hanno bisogno dell’appoggio dei giornali per far approvare le leggi. Anzi, se ne sentono la necessità dovrebbero approvarle a prescindere da cosa scrivono i giornali.

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Lo status di Matteo Renzi sulla stepchild adoption durante il dibattito sulle primarie del 2013: altra epoca. La legge sulle unioni civili, per l’accordo con Alfano, non ha norme sulla stepchild adoption

Ma il nervosismo di Scalfarotto è comprensibilissimo. Nell’articolo sulla Stepchild Adoption infatti si spiega che, come sottolinea Marilena Grassadonia, presidente delle Famiglie Arcobaleno, «chi sperava con questa legge di tutelare i propri bambini, con lo stralcio della stepchild adotion si è sentito defraudato di un diritto, di certo da parte delle coppie con figli non c’è stata la corsa alle unioni civili». Questo è quello che irrita davvero Scalfarotto dell’inchiesta su Repubblica: si fa notare un’evidenza. A proposito, i più memori di voi ricorderanno anche che all’indomani dell’approvazione i parlamentari del Partito Democratico avevano detto che avrebbero implementato la Stepchild Adopion nella legge sulle adozioni, pronta per una rapida approvazione. Sapete per caso com’è andata a finire?