Economia

Tutti i soldi della Casaleggio Associati

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davide casaleggio

Nel primo anno del MoVimento 5 Stelle al governo il giro d’affari della Casaleggio Associati è passato da 1,17 a 2,05 milioni di euro, mentre gli utili si sono moltiplicati per nove. E mentre ieri, come da costume, il figlio del fondatore del M5S ha risposto con il silenzio alla notizia dei soldi di Vincenzo Onorato di Moby a lui e a Beppe Grillo, oggi su Repubblica Emanuele Lauria elenca tutti i clienti dell’azienda che prima faceva dindi con Tzé Tzé e La Fucina ha trovato in questo periodo:

Le partnership note sono tante: da Nexi (ex Cartasì) a Deliveroo, la società di food delivering con cui il governo gialloverde aveva aperto un tavolo di trattativa, con tanto di sdegno dei riders che si sono detti sfruttati (dall’azienda) e illusi (da Di Maio). Ma il portafoglio clienti della Casaleggio associati resta in gran parte misterioso e ciò contribuisce ad alimentare quel deficit di trasparenza che è diventato – a dispetto dei proclami iniziali – il tratto distintivo dei 5S. Una senatrice che ha curato il programma del Movimento racconta di avere incontrato, a inizio 2018, Gianfranco Grieci, imprenditore campano del settore agroalimentare, che si era presentato dicendo di «lavorare a un progetto con Casaleggio».

«Ma è vicino a Forza Italia», fece sapere la senatrice. L’invito da parte dell’entourage di Casaleggio fu quello di ascoltarlo lo stesso. Davide è uno e trino, ormai: imprenditore, riferimento politico sempre presente alle riunioni chiave del Movimento (fra cui quelle che battezzarono il governo giallo-rosso) capo di Rousseau, la società ascesa quasi a rango costituzionale con il referendum sul via libera al Conte-bis alla quale, in modo sempre meno convinto, gli eletti M5S versano mensilmente 300 euro. Saranno 5 milioni, a fine legislatura, gli introiti delle restituzioni degli eletti nelle casse di Rousseau. «E se ci fossero elezioni anticipate a chi andrebbero i soldi già versati?», è la domanda che ha animato l’estate pentastellata.

casaleggio bilancio 2018

L’inverno invece, illumina l’orizzonte cinese, frontiera di sviluppo economico e digitale: ieri il ministro Stefano Patuanelli ha aperto la strada a Huawei per lo sviluppo del 5G («Soluzione migliore nei tempi migliori»), malgrado i dubbi sulla sicurezza nazionale espressi dal Copasir. Chi si stupisce per la improvvisa passione orientale dei pentastellati può rintracciare sul web una foto scattata nella sede della Casaleggio il 24 giugno 2013, in cui si vede Grillo, il cofondatore di 5Stelle Gianroberto e l’ambasciatore Ding Wei. «Abbiamo scambiato vedute sui temi di comuni interesse», disse Wei. Fra quei temi di comune interesse, racconta chi è vicino a Davide Casaleggio, c’erano proprio le nuove tecnologie. E i danè, che poi chissà come si traduce in cinese mandarino.

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