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La Turchia di Erdogan si oppone all'ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia

Massimiliano Cassano|

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Oltre alla Russia, c’è un altro Paese che ha fatto sapere esplicitamente di essere contrario all’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia: è la Turchia – membro del Patto Atlantico dal 1952 – che nelle parole del suo presidente Recep Tayyp Erdogan riportate dal quotidiano Hurriyet ha fatto sapere di non avere “un’opinione favorevole” sull’espansione dell’alleanza. “I Paesi scandinavi – ha aggiunto senza fornire alcuna prova, stando al Daily Sabah – sono come una guest house per le organizzazioni terroristiche”. Il riferimento è al Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, da sempre inviso a Erdogan.

La Turchia di Erdogan si oppone all’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia

Parole che arrivano il giorno dopo che il primo ministro finlandese Sanna Marin e il presidente Sauli Niinistö hanno annunciato che avrebbero sostenuto l’adesione del loro paese alla Nato in un cambiamento storico motivato dalle implicazioni geopolitiche e di sicurezza della guerra in Ucraina. E quasi in contemporanea con il report votato dal Parlamento di Stoccolma che ha affermato come l’ingresso della Svezia nel Patto Atlantico “ridurrebbe il pericolo di una guerra nell’Europa del Nord”. Secondo alcuni analisti, tra i quali la giornalista Marta Ottaviani, la seconda parte delle dichiarazioni di Erdogan sarebbe funzionale alla costruzione di un nemico in vista delle prossime elezioni, che si terranno nel 2023, alle quali il presidente rischia di arrivare indebolito dalla crisi economica che dilaga nel Paese. Quella di ospitare terroristi è peraltro un’accusa lanciata spesso agli oppositori interni e ai paesi occidentali durante i momenti di tensione.

I prossimi passi

I commenti di Erdogan potrebbero rappresentare un ostacolo reale all’espansione del Patto Atlantico, poiché gli attuali membri dovrebbero accettare all’unanimità le richieste di adesione di Finlandia e Svezia. I ministri degli Esteri dei due Paesi scandinavi hanno affermato che sabato avrebbero discusso le riserve di Ankara con la loro controparte turca a Berlino.