Economia

Il Tunnel di Messina al posto del Ponte sullo Stretto

La relazione di Saccà, approdata sulla scrivania del premier e datata 27 giugno 2020, smonta a colpi di dati e raffronti tecnici il ponte stradale e ferroviario da Reggio Calabria a Messina, che avrebbe una campata unica di 3.300 metri. Dopo decenni di scontri politici e centinaia di milioni spesi per la progettazione, l’ingegnere invita a capovolgere il punto di vista

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Il governo Conte fa sul serio sullo stretto di Messina. Ma al posto del Ponte pensa a un tunnel. Dopo una prima fase in cui a circolare era l’ipotesi di tornare al progetto del ponte sullo Stretto di Messina tra Calabria e Sicilia, l’esecutivo ha ora preso in  considerazione l’idea di un tunnel. Giuseppe Conte ha detto di pensare a un percorso sottomarino, dopo aver dotato però Calabria e Sicilia di linee ferroviarie ad alta velocità. A incoraggiare il premier è stato «il miracolo di ingegneria» con cui si è  costruito il ponte Genova San Giorgio in sostituzione del ponte Morandi crollato  il 14 agosto del 2018, con 43 vittime. Monica Guerzoni parla oggi sul Corriere della Sera di uno studio da qualche settimana all’esame dei tecnici del ministero dei Trasporti e la ministra Paola
De Micheli conferma: «Presenteremo la nostra proposta in sede di Recovery Fund per completare il collegamento tra Messina e Reggio Calabria». Conte si è invaghito del progetto presentato nel giugno del 2017 dall’ingegnere Giovanni Saccà e seguito in prima persona dal viceministro siciliano del M5S, Giancarlo Cancelleri.

La relazione di Saccà, approdata sulla scrivania del premier e datata 27 giugno 2020, smonta a colpi di dati e raffronti tecnici il ponte stradale e ferroviario da Reggio Calabria a Messina, che avrebbe una campata unica di 3.300 metri. Dopo decenni di scontri politici e centinaia di milioni spesi per la progettazione, l’ingegnere invita a capovolgere il punto di vista: «Diventa quasi ovvia  la necessità e l’opportunità di realizzare tunnel subalvei in galleria naturale anziché ponti». Una soluzione che eviterebbe di scavare 51 chilometri di gallerie per giungere allo Stretto, sia lato Sicilia che lato Calabria.

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L’ipotesi tunnel sullo Stretto di Messina (Corriere della Sera, 11 luglio 2020)

«È poco probabile — scrive Saccà — che 4 km di galleria subalvea possano costare più del ponte a campata unica da 3.300 metri». I tempi di percorrenza sarebbero migliori (circa 15 minuti tra Messina centro e Reggio Calabria centrale) e minori i costi di gestione, manutenzione e pedaggio: «Il tunnel subalveo salvaguarda la bellezza naturale dello Stretto e minimizza la necessità di espropri che molto hanno contribuito a fare crescere il movimento No Ponte». All’Agi l’ingegner Saccà ha spiegato che l’ipotesi dal punto di vista geomorfologico si fonda sull’esistenza nello Stretto di una «sella» tra Villa San Giovanni e la Contrada Arcieri di Messina. Una zona profonda 170 metri e larga due chilometri: «Scendendo a 50 metri si può scavare un tunnel subalveo…»

E mentre Francesco Artibani su Twitter dà l’ok di Topolino al progetto…

Il Fatto Quotidiano segnala che ci sono almeno un paio di problemucci:

Intanto quella è una zona vulcanica e nello stretto passa la “faglia di Messina”(ricordate il terremoto del 1908?): scavare in profondità potrebbe non essere una buona idea, specie se si ipotizza – come alcuni geologi fanno –una salita in superficie della faglia. In secondo luogo per scavare a quella profondità e mantenere la pendenza massima per l ’alta velocità dell ’1,5%, il tunnel dovrebbe partire una quindicina di chilometri prima di Reggio Calabria e sbucare in Sicilia una quindicina di chilometri dopo Messina. Un modo bizzarro di connettere le due città su cui ci si interrogò già negli anni Ottanta, e poi negli anni Novanta, ritenendolo poco in linea con lo spirito dell’iniziativa. Ma del dibattito sullo Stretto non si butta niente, com’è noto: vedrete che tornerà anche il momento del Ponte.

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