Opinioni

«Il TTIP? Secondo me salta»

Il Ttip secondo me salta perché siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione“: lo ha detto oggi il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, uno dei principali promotori del Trattato transatlantico tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, parlando nel suo intervento dell’assemblea dell’associazione delle assicurazioni Ania. “Rischia di saltare anche l’accordo con il Canada perché c’è una mancanza di fiducia verso tutto quello che internazionalizzazione e una mancanza di delega a una governance europea certa“, aggiunge.
Carlo Calenda Report
Salta, sottolinea Calenda, “per mancanza di fiducia verso qualunque cosa sia internazionalizzazione. La mancanza di fiducia e di delega verso governance certa europea stanno distruggendo la politica commerciale europea”. In Europa, aggiunge,”abbiamo i dazi più bassi del mondo. Se siamo fermi peggio per noi”. In Europa, spiega, “c’è una mancanza di fiducia” per quanto riguarda le politiche di internazionalizzazione e che la delega al commercio estero che era dell’Ue tende a ritornare agli Stati membri. “C’è il rischio che si vada verso una distruzione del sistema commerciale dell’Ue se si continua così”, sottolinea Calenda. Oggi, rileva il ministro, “nelle democrazie occidentali c’è un generale rifiuto della modernità, della concorrenza e del libero mercato chr vengono messe in discussione. Se continuiamo così andiamo verso un futuro molto problematico”.
Calenda ha successivamente precisato meglio il suo pensiero a margine dell’intervento: «Il Ttip per ora non salta, e “se salta”, se, “è perché siamo andati lunghi con la negoziazione”, perché “siamo arrivati troppo in là». Rispetto alla Brexit, per ora non è possibile valutarne gli effetti sul trattato, spiega il titolare dello Sviluppo, che ve possano essere “non credo”, ma “lì il problema grosso è che il negoziato è molto in ritardo, è partito molto in ritardo e sta arrivando molto in ritardo”, ma si va avanti. I parlamentari M5S hanno pubblicato una nota congiunta sul tema:

“Il TTIP, il trattato transatlantico di libero scambio tra Ue e Usa, e il CETA, accordo simile con il Canada, dovevano saltare già da tempo perché sono contro il made in Italy e la democrazia e non perché il negoziato è troppo lungo, così come ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Calenda. Augurandoci che il suo non sia solo l’ennesimo annuncio che poi viene smentito dai fatti, com’è nel costume del Governo Renzi, chiediamo che il ministro Calenda venga a riferire in Parlamento per una dettagliata comunicazione ufficiale”

E anche Massimo Fedriga della Lega Nord è intervenuto sul tema: «La speranza è che il TTIP salti veramente. Un trattato che non porta alcun vantaggio al paese e che anzi minaccia le nostre aziende, la qualità dei prodotti e la salute dei consumatori. Se Calenda crede di minacciarci dicendo che salta l’accordo non ha capito proprio nulla, anzi, questa rappresenta una vittoria della Lega e dei cittadini liberi che non saranno costretti a sottostare alle assurde dinamiche dettate dal governo delle lobby e dall’Unione Europea».
Nel giugno scorso era stata pubblicata una lettera di Carlo Calenda sul CETA con la quale il Ministro dello Sviluppo Economico dichiarava la disponibilità dell’Italia ad appoggiare la posizione della Commissione sul CETA. Un atto legittimo ma nel resto d’Europa la scelta viene presentata come una decisione per “bloccare la democrazia nel Continente”. Cos’è il TTIP?

Il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip), un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea, è stato proposto nel 2013. Da allora ci sono stati tredici round di negoziati, l’ultimo dei quali si è svolto a New York nell’aprile del 2016. I prossimi negoziati si terranno a giugno. I negoziatori prevedono di concludere i lavori nel 2016, ma gli ultimi incontri si sono svolti senza particolari passi in avanti.
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato di voler concludere l’accordo prima della fine del suo mandato. In seguito alla conclusione dei negoziati, il progetto dovrà essere approvato dai 28 governi dell’Unione europea, dal parlamento europeo e dai 28 parlamenti dei paesi dell’Unione, che potrebbero anche indire dei referendum.

Anche il governo francese ha espresso oggi perplessità sulla questione: «Sarà impossibile per l’Unione europea e gli Stati Uniti siglare entro quest’anno un accordo sul Ttip (il Transatlantic Trade and Investment Partnership)», ha sostenuto il vice ministro francese per il Commercio, Matthias Fekl in un comunicato molto critico con il trattato. “Penso che un accordo nel 2016 è impossibile e tutti lo sanno, inclusi quelli che dicono cose diverse. Stiamo aspettando così tante serie offerte da parte degli Usa che non c’è alcuna possibilità che qualcosa cambi entro il termine del mandato dell’amministrazione Obama”.

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