Economia

Così Tria spegne gli entusiasmi su flat tax e reddito di cittadinanza

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Ieri il ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato ha spento gli entusiasmi della Lega e del MoVimento 5 Stelle assicurando che il governo non farà peggiorare i saldi bilancio “strutturali”, cioè al netto del ciclo economico, cari a Bruxelles. Per il 2018 l’Ue chiede una correzione di 10 miliardi, e a questi si farà fronte “contenendo la spesa corrente”. Spiega oggi Il Fatto:

In pratica, serviranno nuovi tagli di spesa per finanziare parte delle promesse elettorali. Riguardo queste ultime Tria ha spiegato che la “Flat tax”per il momento si tradurrà in un taglio delle tasse per piccole e medie imprese e fasce medio basse, mentre la vera riforma fiscale sarà parte di un “cronoprogramma di legislatura” con un’applicazione graduale. Il “reddito di cittadinanza” verrà studiato da una task force che passerà al vaglio le spese sociali,ma sulle date Tria non si è pronunciato (di sicuro non partirà subito).

spesa pubblica trend
Spesa pubblica, il trend (Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2018)

Il Sole 24 Ore spiega che la strategia del ministro è quella di congelare in termini nominali la spesa corrente, interrompendo la sua crescita più o meno collegata alla dinamica del Pil a seconda degli anni, per dedicare agli investimenti tutti gli spazi di bilancio. In cifre, dati dell’ultimo Def alla mano, significa evitare un aumento (al netto degli interessi) già previsto per 10,3 miliardi il prossimo anno, e per 33,3 miliardi nel 2019-2021. Guardando solo alla Pa centrale, la sfida è da 3,3 miliardi per il prossimo anno e da 11,8 per i prossimi tre. Sfida complicata, mentre a dicembre scade il contratto appena rinnovato per tre milioni di dipendenti pubblici e aumenta la pressione per spingere la spesa sanitaria.

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