Politica

La ministra Trenta ama così tanto l’umanità che ha firmato il decreto sicurezza bis

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A Ferragosto la ministra della Difesa del governo Lega-M5S Elisabetta Trenta aveva scoperto improvvisamente “l’umanità”. In un lancio di agenzia di stampa che aveva accuratamente evitato di mettere sulla sua pagina facebook, la Trenta aveva infatti sostenuto: “La politica non può mai perdere l’umanità . Per questo non ho firmato il secondo divieto di Salvini“. Si trattava chiaramente di una sciocchezza propagandistica visto che se la Trenta avesse avuto davvero l’umanità che si vantava di avere non avrebbe firmato nemmeno il primo divieto di Salvini, visto che era identico al secondo. È stata la sentenza del TAR con il conseguente rischio di ripercussioni penali a fermare sia lei che Toninelli, come ammesso invece dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. E lei oggi in un’intervista a La Stampa a domanda precisa risponde:

Lei si è anche rifiutata di firmare il divieto di ingresso nelle acque italiane che voleva Salvini. Solo una questione di «umanità»?
«Ho deciso di non controfirmare il decreto anche perché l’ho considerato un atto elusivo della decisione di un giudice, senza che fossero intervenute delle novità sostanziali. Ho ritenuto più forti le ragioni della sospensiva del Tar».

Ma è d’accordo con i contenuti del decreto sicurezza bis?
«Condivido l’idea che le migrazioni vadano gestite e controllate. E l’ho firmato, anche se credo non sia sufficiente. La fermezza sui confini, la politica dei porti chiusi e dei muri, non funziona di fronte a un fenomeno come quello migratorio. Serve un maggiore coinvolgimento dell’Europa e un intervento massiccio per stabilizzare economicamente e politicamente alcune regioni dell’Africa».

elisabetta trenta m5s

Insomma, ricapitolando: il decreto sicurezza bis prevede fermezza sui confini e politica dei porti chiusi. Lei lo ha firmato. Ma fa sapere di non essere d’accordo con la politica della fermezza sui confini e dei porti chiusi. Il ragionamento non fa una grinza in periodi in cui trionfa il bispensiero di Orwell, ovvero quel “meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un’idea e il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso del dimenticare. Chi adopera il bipensiero è quindi consciamente convinto della veridicità (o falsità) di qualcosa, pur essendo inconsciamente consapevole della sua falsità (o veridicità). Il bipensiero è ipoteticamente essenziale nelle società totalitarie che, per definizione, richiedono un’adesione costante di fronte a mutevoli linee politiche“. In Italia stiamo messi così.

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