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I tre senatori M5S verso l'espulsione e la maggioranza a rischio

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Tre senatori del MoVimento 5 Stelle veleggiano verso l’espulsione e così la maggioranza del governo Conte Bis è ufficialmente a rischio, appesa a un solo voto. Tra domani e mercoledì è attesa la sentenza dei probiviri sui casi degli eletti che non restituiscono più i soldi e, spiega oggi Il Messaggero, sono otto a rischiare la sentenza più pesante. Tra questi ci sono tre componenti della maggioranza che regge l’esecutivo a Palazzo Madama:

I segnalati ai probiviri sono in tutto 33 ma fra di loro otto, di cui tre senatori, non versano le quote da molti mesi e rischiano davvero. L’esito del procedimento non riguarda solo il M5S ma l’intera maggioranza che al Senato marcia (almeno ufficialmente) su numeri risicati. I quattro partiti di maggioranza oggi contano solo su 165 voti (99 M5S; 36 Pd; 17 Italia Viva e 4 Leu) con una maggioranza fissata a quota 161. Tre espulsioni dai 5Stelle ridurrebbero a 162 i senatori dei gruppi di maggioranza.

Va detto però che il governo non sembra essere a rischio perché fra i 18 membri del Gruppo Misto e fra gli 8 delle Autonomie molti senatori sembrano intenzionati a mantenere stabilmente la fiducia nel Conte 2. Intanto nel M5S si continua a discutere. Nessun passo indietro del capo politico e nessuna riorganizzazione diversa da quella già avviata con i nuovi facilitatori «che servirà a dare nuova forma e forza al Movimento 5 Stelle, in vista degli Stati Generali di marzo».

tre senatori m5s
Gli eletti M5S a rischio espulsione (Il Messaggero, 20 gennaio 2020)

I 5 Stelle tornano a smentire le indiscrezioni sulle prossime mosse di Luigi Di Maio e la sua rinuncia al ruolo di tesoriere del Movimento. Il capo politico, ricordano agli smemorati, «ha sempre parlato di maggiore collegialità». E mentre a Berlino sembra tornato saldo il rapporto con il premier (Conte e Di Maio sono stati visti in due occasioni conversare amabilmente e non di Libia), proprio in tema di collegialità gli iscritti M5S sono chiamati oggi a fare un nuovo passo in avanti con la scelta, in rete, dei nuovi «facilitatori» regionali.

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