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Travaglio spiega cosa succede se il M5S vota l’impunità a Salvini

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Marco Travaglio sul Fatto di oggi divide in due parti il suo editoriale: nella prima spiega quali siano i pro del votare sì su Rousseau all’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, nella seconda spiega quali saranno le conseguenze se gli iscritti al MoVimento 5 Stelle diranno no al processo per Salvini:

Ingannata dall’orazione pro Salvini di Giarrusso e del fronte del no ai giudici, la maggioranza degli iscritti vota contro l’autorizzazione a procedere. Così i senatori M5S salvano,in combutta con quelli di Lega, FdI e Forza Italia (sic!) , l’alleato-competitore. Il Pd, unico a votare per l’autorizzazione a procedere dopo aver salvato i peggiori delinquenti dall’arresto e dalle intercettazioni, risorge e fa la morale ai 5Stelle, sventolando la bandiera della legalità. Dario Fo e Gianroberto Casaleggio si rivoltano nelle rispettive tombe.

Salvini brinda allo scampato pericolo con Berlusconi e la sua fairy bande fa il gesto dell’ombrello ai giudici, aumentando imbarazzo del M5S e affermando coram populo quello che molti dicono di lui da otto mesi (finora a torto, visto il quasi nulla che ha prodotto la Lega): il padrone del governo, della Costituzione, delle leggi, della magistratura e dell’Italia intera è lui.

Legibus solutus col voto determinante del fu partito dell’onestà, convertito al motto in “Uno vale tutti”. A quel punto i 5Stelle si ritirano dal dibattito pubblico e vanno a nascondersi: niente più social network, talk show, comizi in piazza, neppure una passeggiata a volto scoperto, onde evitare il rischio concreto di vedersi rinfacciare il salvacondotto a un ministro imputato per sequestro di persona. Come conquistare il governo in dieci anni e perdere tutto in un giorno. Missione compiuta.

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