Politica

Marco Travaglio e la nuova maggioranza M5S-PD-LeU

marco travaglio m5s pd leu

Marco Travaglio sul Fatto annuncia oggi la nuova maggioranza M5S-PD-LeU dopo la minibattaglia dei capigruppo in Senato che ha portato alla convocazione dell’Aula per domani e dice che a gestire la transizione verso le elezioni dovrebbe essere il governo Conte “di minoranza”, con l’appoggio dei tre partiti:

Oggi, anzi, a Palazzo Madama nascerà una nuova maggioranza 5Stelle-Pd-sinistra che approverà la soluzione più ragionevole: discorso di Conte e fiducia-sfiducia intorno al 20 agosto e poi, a seconda dell ’esito, le consultazioni e le decisioni del capo dello Stato. Il dibattito su ipotetici nuovi governi è prematuro e non promette nulla di buono: tutti badano agli interessi di bottega e ai regolamenti di conti del proprio partito, anziché a quella visione di ampio respiro che dovrebbe ispirare chi volesse guidare l’Italia in una fase tanto drammatica.

Meglio tenere il carro dietro i buoi e pensare, intanto, al dibattito del 20, quando Conte potrebbe mettere Salvini ancor più n ell ’angolo. M5S, Pd e sinistra dovranno evitare che passi la sfiducia di Lega, FI e FdI, giocando su assenze, astensioni e uscite dall’aula. Semprechè il premier non si dimetta senz’aspettare il voto dell’aula. Così Conte potrà salire al Quirinale legittimato a tentare un bis senza più i ministri leghisti (spudoratamente ancora al loro posto dopo essersi sfiduciati da soli), sostituiti con personalità indipendenti.

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Poi Travaglio dice che tutto questo è possibile perché « nella Costituzione ciascun parlamentare è eletto “senza vincolo di mandato” e “rappresenta la Nazione”»: esattamente lo stesso motivo che sollevavano i (pochi) parlamentari grillini per non votare le porcate di Salvini, ma quando loro sono stati cacciati o sanzionati Travaglio non ha protestato. Cosa dovrebbe fare questo governo?

. Non per durare in eterno con pasticci anti-elezioni, ma per fare poche cose molto popolari: preparare una legge di Bilancio che scongiuri l’aumento dell’Iva e nuovi fulmini da Ue e speculatori; adattare la legge elettorale al taglio di 345 parlamentari; e avviare il Paese imparzialmente alle elezioni di marzo.

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