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E a Travaglio non vanno bene Ascani e Franceschini ministri

Il primo è accreditato come possibile ministro dei beni culturali o come responsabile della Difesa al posto di Elisabetta Trenta, mentre per la seconda si parla del ministero dell’Istruzione

travaglio franceschini ascani

Nel totoministri del governo giallorosso vengono entrambi nominati spesso come possibili ministri l’Eterno Ritorno dell’Uguale Dario Franceschini e la renzianissimissima Anna Ascani. Il primo è accreditato come possibile ministro dei beni culturali o come responsabile della Difesa al posto di Elisabetta Trenta, mentre per la seconda si parla del ministero dell’Istruzione, dove si spende anche il nome di Fioramonti. Ma oggi il Fatto attacca entrambi, partendo dall’ex Margherita che ha tessuto la trama dell’alleanza M5S-PD:

È STATO AL GOVERNO con D’Alema, Amato, Letta, Renzi e Gentiloni. Dario Franceschini (Ferrara, 1958), fu giovane dc, poi popolare, ulivista, pd. Come ha ricordato sul Fatto Tomaso Montanari da ministro dei Beni Culturali ha “marchiato a fuoco il patrimonio culturale della nazione con lo stigma del renzismo (controllo politico, valorizzazione selvaggia, musei come supermercati) ”. Almeno su quella poltrona, meglio ci vada un altro.

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E chiudendo con la deputata umbra, anche lei ex Margherita:

Anna Ascani (Città di Castello, 1987) nasce politicamente in Centro Democratico a Città di Castello, figlia di esponente dc. Pur giovane è già stata bersaniana, lettiana, poi turborenziana. Esperta in gaffe, come quanto retwittò “la buona sola” che sbeffeggiava la riforma Renzi, e soprattutto si spacciò per “abilitata” all’insegnamento, ma non era vero. Nel nuovo governo potrebbe sostituire degnamente Toninelli.

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