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Travaglio spiega quanto è bella la naja che libera dal bamboccionismo

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Oggi Marco Travaglio sul Fatto, giusto per stupirci un po’ e farci passare un’estate originale, difende un’ideona del governo gialloverde e segnatamente del suo azionista dotato di golden share Matteo Salvini. L’argomento è il servizio militare obbligatorio da ripristinare e il direttore del Fatto ci spiega che è bene perché lui con la naja si è liberato dal bamboccionismo:

Durante, mi parve una gigantesca perdita di tempo e di opportunità, specie quand’ero costretto a montare la guardia notturna a palazzi e armerie vuoti. Dopo però mi ritrovai spesso a pensare che quei 13 mesi fuori di casa, per un bamboccione che –salvo rari periodi estivi – aveva sempre vissuto in famiglia, erano stati utili. La naja è, per i vivi, come ’a livella di Totò per i morti: impone un’eguaglianza sociale destinata a rimanere un unicum.

Ricchi e poveri, studenti e lavoratorie disoccupati,settentrionali e meridionali, bianchi e neri e gialli vivono nella stessa caserma, svolgono le stesse mansioni, dormono nella stessa branda, sottostanno agli stessi ordini, mangiano lo stesso rancio, si lavano sotto la stessa doccia (gelida), indossano la stessa divisa. Sì, lo so, c’erano anche le raccomandazioni e il nonnismo. Ma la mia esperienza, nonostante tutto, fu positiva.

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Imparai a liberarmi dal bamboccionismo, a convivere con persone che mai la vita mi avrebbe fatto incontrare, a obbedire a ordini assurdi in nome di interessi superiori incomprensibili, a riconoscere un’autorità superiore, a compiere sacrifici tanto gratuiti sul momento quanto proficui negli anni successivi, a scambiare parole, aiuti ed esperienze con ragazzi molto diversi da me.

Spiega Marco che così ha imparato a riconoscere un’autorità superiore. Dev’essere per questo che adesso si trova tanto bene con Grillo.

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