Politica

Marco Travaglio e gli intrighi dell’Innominabile Renzi contro Conte

Il direttore del Fatto all’attacco di Renzi e della strategia di astenersi su Salvini per attaccare Conte

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Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi va all’attacco di Matteo Renzi dopo il voto sulla Open Arms che ha visto l’astensione di Italia Viva scatenando altre polemiche nella maggioranza. Ieri i senatori renziani hanno spiegato di essersi astenuti perché non sono state consegnate alla Giunta le carte dell’affaire che avrebbero dovuto spiegare se ci fosse stata o meno una partecipazione dell’intero governo Conte One al sequestro della nave della ONG. Travaglio spiega la strategia politica sottesa di Renzi e poi va all’attacco:

Cioè: con l’aria di fargli un favore, l’Innominabi le gli ha fatto un dispetto. Già che c’era, siccome si crede molto astuto, ha fatto dire ai suoi che per Open Arms bisognerebbe processare non solo l’allora ministro dell ’Interno, ma tutto il governo Conte-1,che avrebbe condiviso il blocco della nave spagnola per 20 giorni in base al dl Sicurezza-bis varato il 2 agosto 2019. Così – si è detto tutto soddisfatto – colpisco anche Conte (la sua vera bestia nera) e i 5Stelle: furbo io. Ma, nella fretta, s’è scordato di dare u n’occhiata non solo alla richiesta dei giudici, ma anche alle date e alla rassegna stampa. Altrimenti avrebbe scoperto che all’epoca il governo Conte-1 non esisteva più. L’8 agosto il Cazzaro Verde aprì la crisi (pur restando incollato alla poltrona, anzi alla sdraio del Papeete).

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Il 15 agosto, dopo giorni di braccio di ferro con Salvini, Conte gli scrisse una durissima lettera, pubblicata anche su Facebook: per i giudici, è la prova che il ministro fece tutto da solo (anche perché il governo non si riuniva più) e contro le indicazioni del premier. Conte ricordava a Salvini: “Ti ho scritto ier l’altro (13 agosto,ndr) una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione’. Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo. Comprendo la tua ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’. Sei… proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Inter no e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa. È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesimo, che non posso accettare”.

Poi rivendicava la linea di “maggiore rigore rispetto al passato” contro l’immigrazione clandestina e i successi raccolti in Europa sulla condivisione dell ’accoglienza degli sbarcati: “Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta i miei omologhi europei ci tendono la mano. Siamo agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo… ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo. La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare ‘slabbra ture istituzionali’, che a tratti sono diventati veri e propri ‘strappi istituzionali’…Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità”.

Molti, quella lettera che anticipava la ramanzina del 20 agosto in Senato, l’avevano dimenticata. Ora torna d’attuali tà grazie agli intrighi dell’Innominabile. Che, mentre s’offre a Salvini per fargli da palo, si rivela il migliore sponsor di Conte. Meglio di Rocco Casalino.

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