Politica

Marco Travaglio, Consip, Lotti e il “complotto dei renziani”

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Il rinvio a giudizio di Luca Lotti per favoreggiamento nel caso Consip trova oggi Marco Travaglio sul Fatto particolarmente eccitato e pronto ad esultare per una vicenda che il suo quotidiano ha avuto l’indubbio merito di raccontare per primo – con lo scoop di Marco Lillo all’epoca – e che per molto tempo si è concentrata più sulla fuga di notizie e sulle accuse a Scafarto che sui fatti oggetto di indagine:

Ci voleva il gup Clementina Forleo per sistemare in un colpo solo la Procura di Roma, il sistema renziano e i sottostanti giornaloni. Chi legge il Fatto non ne sarà stupito, visto che il caso Consip l’abbiamo sempre raccontato per quello che è: una doppia, gigantesca trama per pilotare il più grande appalto d’Europa in cambio di tangenti promesse al padre di Renzi e al suo galoppino; e poi, scoperti quei traffici dai pm napoletani Woodcock e Carrano e dal Noe, per rovinare l’indagine con fughe di notizie dal Giglio Magico ai trafficoni che smisero di trafficare e persino di parlare, facendo sparire le microspie da Consip.

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Chi invece seguiva lo scandalo sui tg e i giornali, si era fatto l’idea che pm e carabinieri eversivi avessero cospirato col Fatto per rovesciare il governo Renzi a colpi di false accuse, false intercettazioni, falsi verbali e false notizie contro quel martire di babbo Tiziano. Ora l’ordinanza del gup, che rinvia a giudizio i renziani Lotti, Vannoni, Russo e i generali Del Sette e Saltalamacchia per le soffiate sull’inchiesta, ma soprattutto proscioglie l’ex capitano Scafarto dalle accuse di falso e depistaggio, spazza via la più colossale fake news politico-giudiziaria mai vista dai bei tempi di Ruby nipote di Mubarak.

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