Opinioni

Le fermate dei trasporti pubblici piene e le feste private in sei

I trasporti pubblici sono i grandi assenti nel DPCM Coronavirus di ottobre: non è stata ridotta infatti la capienza massima. Il presidente dell’Anci, Antonio De Caro ha spiegato a ‘Che giorno è’che “la capacità del mezzo di trasporto pubblico non deve superare l’80%. Noi vorremmo abbassare questa percentuale. Il Cts parlava del 50% per stare tranquilli, ma per arrivare al 50% abbiamo bisogno di più mezzi e risorse. Tutti quelli in circolazione li stiamo utilizzando. Le aziende di trasporto non ce la fanno e l ‘unica possibilità è differenziare gli orari di ingresso e uscita delle scuole e tornare allo smart working com’era fino a qualche mese fa”. Insomma i trasporti pubblici restano così come sono. Pieni.

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Il motivo lo spiega bene l’Ufficio studi dell’Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblici locali: “Se si verificasse una riduzione ulteriore del riempimento dei mezzi, attualmente consentito all ‘80% ,”risulterebbe difficile per gli Operatori del Tpl continuare a conciliare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e garantire allo stesso tempo il diritto alla mobilità per diverse centinaia di migliaia di utenti ogni giorno, con il conseguente rischio di fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni”.

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Il dubbio sorge spontaneo. Serve a qualcosa raccomandare di non invitare più di sei persone a casa se ogni giorno si è sottoposti forzatamente agli assembramenti nei trasporti pubblici?

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L’aumento dello smart working per i dipendenti pubblici sarà sufficiente per decongestionare metro e bus negli orari di punta?

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