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Cosa c’è nel nuovo DPCM Coronavirus di ottobre firmato da Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm sulle misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il provvedimento sarà valido per trenta giorni. Il divieto di feste private diventa più soft: viene sconsigliato di invitare a casa più di 6 persone non conviventi

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm sulle misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il provvedimento sarà valido per trenta giorni. Il divieto di feste private diventa più soft: viene sconsigliato di invitare a casa più di 6 persone non conviventi

Cosa c’è nel nuovo DPCM Coronavirus di ottobre firmato da Conte

Nel Dpcm è presente la forte raccomandazione all’uso di mascherine anche in casa, in presenza di non conviventi; chiusura dei locali a mezzanotte; feste nelle abitazioni private sconsigliate se i partecipanti superano le 6 unità. Sono alcune delle misure contenute nel nuovo provvedimento che ha visto la luce in nottata dopo il confronto con i rappresentanti di regioni ed enti locali. Sospese le gite scolastiche e disposto lo stop agli sport di contatto a livello amatoriale.

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Confermata anche la stretta alla movida: la chiusura dei locali è fissata per le 24 con il divieto di sosta e consumazione all’esterno dei locali dopo le 21, fatto salvo il servizio al tavolo. Sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto, fatte salve quelle conseguenti alle cerimonie civili o religiose, che possono svolgersi con la presenza massima di 30 persone. La partecipazione agli eventi sportivi è fissata nel 15% della capienza di stadi e palazzetti, con il limite massimo di 1000 spettatori per gli eventi all’aperto e 200 per quelli al chiuso. Stesso tetto massimo, 1000 all’aperto e 200 al chiuso, per gli spettacoli teatrali, cinema e concerti. Previsto un alleggerimento della quarantena, che passa da 14 a 10 giorni, e il via libera al tampone unico. Per quanto riguarda le feste private, spiega il Corriere che si tratta solo di una raccomandazione:

L’idea di oltrepassare la metaforica soglia delle case degli italiani e di imporre il divieto di organizzare feste o assembramenti anche dentro le mura domestiche, alla fine non è passata. Dopo uno scontro anche aspro sull’opportunità e la costituzionalità di simili misure, la linea prudente di Giuseppe Conte ha prevalso sui rigoristi del governo, da Roberto Speranza a Dario Franceschini. Ed è stato lo stesso premier, durante la cabina di regia nella Sala Verde di Palazzo Chigi, a illustrare il risultato della sua faticosa mediazione ai governatori collegati in video conferenza, presenti i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. «Sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto», recita il Dpcm. E nelle case da oggi in avanti le feste saranno contingentate: «Quanto alle abitazioni private, è comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi in numero superiore a 6». Ma non c’è un divieto e dunque non sono previsti controlli. Lo stesso vale per la mascherina. «Non riteniamo di introdurre una norma vincolante», ha spiegato Conte, ma all’articolo 1 del decreto «è fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

Nel dettaglio oltre allo stop per gli sport di contatto vietati anche laa danza e i balli di gruppo. Si salvano invece gli amanti di tennis, padel, footing e running. Si potrà continuare a frequentare le palestre, ma rispettando le regole già varate. Aperte le piscine, ma non per la pallanuoto

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