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Francesco Totti: la conferenza stampa di addio alla Roma

francesco totti

“Alle 12 e 41 di oggi ho comunicato le mie dimissioni dagli incarichi che ricoprivo nell’A.S. Roma: speravo che questo giorno non arrivasse mai ma è arrivato. Oggi per me non ci devono essere fazioni pro Totti, Pallotta o Baldini ma solo l’amore per questi colori”: Francesco Totti comincia così la sua conferenza stampa di addio alla A.S. Roma. “Non è stata colpa mia prendere queste decisioni e adesso… non so più che dirvi”, chiude prima che comincino le domande dei giornalisti (il primo a parlare è Enrico Lucci).

Francesco Totti: la conferenza stampa di addio alla Roma

“Non mi hanno mai coinvolto nel progetto tecnico”, dice Totti quando gli chiedono di spiegare quali problemi abbia incontrato in società. “Sapevano le mie intenzioni e la mia voglia di dare a questa squadra e a questa società ma non hanno mai voluto. Mi tenevano fuori da tutto”, insiste. Il caso Totti è scoppiato il 20 maggio scorso, dopo l’addio di De Rossi e i veleni dell’articolo di Repubblica. “Vederla così in difficoltà mi rattrista”, dice ancora Totti parlando della Roma, “io anche da fuori continuerò sempre a tifare Roma: questo è un arrivederci, non è un addio”, conclude, aggiungendo poi che con un’altra proprietà è pronto a tornare in società.

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Totti dice che il percorso (di crescita) che gli era stato garantito non è stato rispettato, alludendo forse al conto ancora aperto con Franco Baldini. Aggiunge che il suo contratto era di sei anni e che “le promesse non sono state mantenute: con il passare del tempo giudichi e valuti, anche perché anche io ho un carattere e una personalità, non sto lì a fare quello che mi dicono di fare”. Massimo Cecchini della Gazzetta dello Sport gli chiede della Detottizzazione e della Deromanizzazione della A.S. Roma: “Quello di levare i romani dalla Roma è stato un pensiero fisso di alcune persone”, dice Totti riferendosi a Baldini, “e alla fine è prevalso visto che da otto anni a questa parte hanno cercato in tutti i modi di metterci da parte. Man mano che passavano gli anni hanno cercato di farlo, lo hanno voluto e alla fine ci sono riusciti”.

Franco Baldini e la detottizzazione di Roma

La domanda clou è quella che chiama in causa Franco Baldini: “Con lui un rapporto non c’è mai stato e mai ci sarà”, dice Totti, “uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io perché troppi galli a cantare non servono”, anche se era stato lo stesso Baldini a far annunciare attraverso Il Romanista le sue dimissioni all’epoca della pubblicazione del libro di Totti. “L’ultima parola spettava sempre a Londra, era inutile dire quello che pensavi”, fa sapere Totti riferendosi all’attuale residenza del consulente di Pallotta.

Alvaro Moretti di Tuttosport fa notare che questa è una conferenza contro fantasmi, visto che Baldini e Pallotta da secoli ormai non si fanno vedere a Roma. Totti replica segnalando che l’assenza pesa tantissimo “perché il giocatore trova sempre un alibi, trova sempre una scusa: la mancanza di presidente, direttore sportivo e direttore tecnico purtroppo ha dato problemi alla squadra domenica e crea un danno”.

Franco Baldini: il silenzio del competente

Baldini è l’obiettivo scoperto di Totti, e ci sono molti motivi anche tecnici per questo visto che è stato lui a scegliere i direttori sportivi che hanno gestito l’A.S. Roma in questi anni, con la ciliegina sulla torta dell’arrivo di Monchi dal Siviglia, con incredibile disastro tecnico ed economico annesso (Pastore, Olsen, Karsdorp, tutti i centrali di difesa acquistati a provarlo). Eppure oltre a Pallotta il silenzio che colpisce è quello di Baldini: sarà il silenzio del competente?

Lo stesso Totti auspica l’arrivo di un’altra proprietà: “Aspetto un’altra proprietà. Sicuramente non ho mai fatto e mai farò del male alla Roma perché per me la Roma viene prima di tutto. Preferivo morire che staccarmi dalla Roma, ma per il bene di tutti è meglio che mi stacchi io”. Poi parla di Londra: “Mi hanno avvertito due giorni prima, quando era tutto deciso: l’allenatore e il direttore sportivo. E allora che andavo a fare? Io l’unico allenatore che ho sentito è Antonio Conte, non ho mai sentito nessuno di tutti gli altri, mai”, dice Totti smentendo le chiacchiere dei giorni scorsi.

Austini e la domanda su Pallotta

Nella conferenza stampa parla anche Alessandro Austini, cronista del Tempo che conosce bene le intenzioni e le ragioni della società. Austini dice che Pallotta ha fatto sapere nella famosa intervista sul sito giallorosso che Totti ha avuto una grande influenza sulle scelte della società. Totti prima di tutto ricorda ad Austini che lui ha scritto dei tanti allenatori contattati da Francesco (e Austini replica di essere stato in buona compagnia) e poi ribadisce di aver contattato solo Conte, oltre che Ranieri all’epoca in cui la Roma cercava un traghettatore. Quando Austini gli chiede se Pallotta ha mentito, Totti lo gela: “Io dico la mia, voi credete a chi volete”. Peccato che Austini non possa rivolgere queste domande in pubblico anche a Pallotta e Baldini, eh?

“Siccome hanno scelto tutto loro, perché dovevo rimanere qui a fare il direttore sportivo? E le responsabilità chi se le prende? Se fosse venuto Conte o se mi avessero detto qualcosa prima di scegliere l’allenatore, sarei rimasto. Ma siccome non avevano fiducia in me, ho preso questa decisione”, chiude Totti che ringrazia Guido Fienga perché lui è l’unico che l’ha fatto partecipare alle scelte della società. E aggiunge: “Antonio ci aveva dato l’ok, poi ci sono stati problemi e ha cambiato idea”. La chiusura è su Pallotta: “Il problema è che sono otto anni che sbaglia. E mi chiedo come tifoso se sia possibile sbagliare ‘dieci interviste’, ad esempio, una domanda te la poni. In questo momento non ci sono altre risposte”.

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