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Il governo secondo Meloni: metà dei Ministeri a Fratelli d'Italia

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Totoministri

Se in Parlamento i numeri non rispecchiano l’esatto andamento delle ultime elezioni (con la Lega che, grazie ai collegi uninominali, ha molti più senatori e deputati del previsto), Giorgia Meloni vuole mettere le cose in chiaro nella coalizione che si appresta a prendere le redini del prossimo governo: nel valzer del totoministri, il 50% dei dicasteri dovrà essere rappresentato da un esponente di Fratelli d’Italia, mentre la restante metà sarà suddivisa (in parti uguali) tra Lega e Fratelli d’Italia. Una mossa strategica che fa i conti con i freddi numeri del consenso elettorale conquistato nelle urne domenica scorsa.

Totoministri, Meloni detta le regole: il 50% a Fratelli d’Italia

I dicasteri in ballo sono 16 (al netto di eventuali “novità” o scorporazione di quelli esistenti, dopo la paventata ipotesi di suddividere il Ministero del Tesoro da quello delle Finanze). Secondo la linea di principio di Giorgia Meloni, nel computo del totoministri tra i partiti di maggioranza, Fratelli d’Italia ha diritto a 8 poltrone, mentre le restanti 8 saranno suddivise equamente tra Lega e Forza Italia. E il gioco delle carte sul tavolo deve fare i conti con i primi rischi che si sono palesati già nei giorni scorsi. A partire dal Viminale. Perché, è cosa nota, Matteo Salvini vuole il Ministero dell’Interno per sé, ma la leader di FdI sembra essere poco incline a riproporre quella stessa figura di quello stesso ministro che sedette su quella poltrona durante il governo Conte-1 (con annesso processo in corso per il caso Open Arms).

Per quel posto, infatti, circolano molti nomi: dal prefetto di Roma Piantedosi, al già sottosegretario (sia con Salvini che con Lamorgese) Nicola Molteni. Si tratta, comunque, di due nomi in quota Lega. Nelle ultime ore, come spiega La Repubblica, per il Viminale è spuntato anche il nome di Antonio Tajani che, però, è in ballo anche per altri ruoli: dalla Presidenza della Camera (sembra tramontata l’ipotesi della “concessione” di una della due Aule del Parlamento all’opposizione) al Ministero degli Esteri.

Poi ci sono anche gli altri Ministeri che dovranno rispettare il “Manuale Cencelli” secondo Giorgia Meloni. Una delle poche “figure tecniche” potrebbe essere Fabio Panetta al Tesoro, mentre Giulia Bongiorno potrebbe essere la rappresentante della Lega o alla Pubblica Amministrazione o alla Giustizia. La Difesa, invece, finirebbe ad Adolfo Urso di Fratelli d’Italia. Poi ci sono il dicastero per i Rapporti con il Parlamento a Maurizio Lupi (Noi Moderati, ma vicino a Forza Italia), quello agli Affari Europei a Raffaele Fitto. A completare il quadro restano altre due figure di spicco del partito di Berlusconi e di quello di Meloni: Maria Bernini e Fabio Rampelli: i loro nomi sono in ballo Infrastrutture, la Cultura o il Welfare.

(foto IPP /Silvia Loré)