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Il totoministri del governo Conte Bis

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Dopo l’incarico di Mattarella a Giuseppe Conte sui giornali impazza il totoministri mentre il Quirinale chiede la lista entra l’inizio della prossima settimana. Secondo La Stampa, mentre ancora balla la decisione di Conte sui vicepremier (il presidente potrebbe volerne o due, uno del PD e uno del M5S, o nessuno, scontentando tutti ma senza favorire alcuno), nel Pd cresce la figura di Dario Franceschini come vicepremier in rappresentanza dem.

Il totoministri del governo Conte Bis

Secondo Francesco Grignetti a lui, cattolico di sinistra, che in tempi non sospetti aprì all’ipotesi di un dialogo Pd-M5S, il compito di divenire l’alter-ego all’altro cattolico di sinistra Giuseppe Conte. Se ci sarà un vicepremier unico (del Pd), allora il Giorgetti del futuro governo giallo-rosso potrebbe essere Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Di Maio e pontiere tra i due partiti. Se invece i vicepremier saranno due, allora Spadafora potrebbe finire al ministero cui ambisce, ossia la Famiglia. E lì il programma è noto: far dimenticare la macchia di avere dato spazio al senatore leghista Pillon.

Dalle parti del M5S, sembrano intoccabili Alfonso Bonafede, Domenico Fraccaro, Giulia Grillo. Dovrebbero conservare l’incarico a Giustizia, Riforme e Salute. Alle Infrastrutture, al posto di Danilo Toninelli, in caduta libera da un bel po’, si dà per certo l’ingresso di Stefano Patuanelli. Conferme in vista anche per Laura Castelli quale viceministro all’Economia e Matteo Fantinati alla Pubblica amministrazione.

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Il totoministri de La Stampa (29 agosto 2019)

Stefano Buffagni andrebbe da vice allo Sviluppo economico qualora il ministero passasse al Pd. Discorso diverso per Elisabetta Trenta. Potrebbe essere confermata. Con Interno, Esteri e Economia, sono ministeri su cui il vaglio del Quirinale è più attento che mai. E infatti si parla di un tecnico super-partes, quali i prefetti Franco Gabrielli o Mario Morcone per il Viminale post-salviniano. Se però Luigi Di Maio non trovasse posto come vicepremier, è possibile che spinga per andare lui alla Difesa

Quasi sicuro un ruolo di prestigio per Paolo Gentiloni: o commissario europeo, o ministro degli Esteri. Stesso discorso per Andrea Orlando, in ballottaggio con Bonafede per guidare la Giustizia. Si cercano caselle giuste per Ettore Rosato, Lorenzo Guerini e Simona Malpezzi, tutti di area renziana. Quasi certo un incarico per Paola De Micheli, forse allo Sviluppo economico. In panchina si scalda l’economista Tommaso Nannicini, ex renziano.

I ministri del governo Conte Bis

Per Repubblica in pole position per la posizione di vicepremier c’è Dario Franceschini, Di Maio potrebbe andare alla Difesa e Spadafora sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio (ma questo schema escluderebbe il veto di Zingaretti sulle cariche vicine alla presidenza del Consiglio che dovrebbero andare al PD). Per gli interni si fa il nome di Marco Minniti, mentre Bonafede rimarrebbe alla giustizia e Fraccaro si sposterebbe alle riforme istituzionali.

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Il totoministri di Repubblica (29 agosto 2019)

E ancora: Stefano Patuanelli prenderebbe il posto di Toninelli alle infrastrutture, Lia Quartapelle potrebbe diventare ministra degli affari europei e Marina Sereni andare all’Istruzione. Lorenzo Guerini potrebbe arrivare agli Affari Regionali.

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Il totoministri del governo Conte Bis (Il Messaggero, 29 agosto 2019)

Per il Messaggero invece una delle caselle più delicate è, ovviamente, quella del Ministero dell’Economia. Su questa scelta il Colle chiede garanzie e ieri filtrava una soluzione nuova: l’economista Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia dal 2013 fino al maggio scorso. Alternative? Fabrizio Barca, già ministro alla Coesione territoriale nel governo Monti, e l’economista Lucrezia Reichlin, il cui nome però circola anche come possibile commissario europeo.

Totoministri: il nodo dell’Interno

Il Fatto spiega che a parte il problema del vicepremier c’è un nodo piuttosto delicato da sciogliere: quello dell’erede di Salvini al Viminale:

E il primo nome resta quello del capo della Polizia Franco Gabrielli. Mentre per l’Economia cresce l’ipotesi di un altro tecnico gradito ai dem, l’ex direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi. Al Mise dovrebbe andare la De Micheli, mentre per gli Affari regionali si fa il nome dell’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani.

Sul fronte M5S, Di Maio (che vuole la Difesa, ma rimane l’opzione Lavoro) conta di aver strappato la riconferma dei fedelissimi Alfonso Bonafede (Giustizia) e Riccardo Fraccaro(Rapporti conilParlamento). Alla Salute potrebbe rimane Giulia Grillo, anche se il Pd ha un paio di tecnici con cui rilanciare, tra cui Pierluigi Marini, presidente dell’Associa zione chirurghi ospedalieri.

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Il totoministri del Giornale (29 agosto 2019)

Per il Giornale al Viminale è in corso anche il prefetto Mario Morcone, mentre all’Economia potrebbe tornare Padoan. Sergio Costa potrebbe essere riconfermato all’Ambiente. E poi c’è Beppe Grillo, che ieri voleva un governo di soli tecnici. Mezz’ora dopo la pubblicazione del post, su sollecito di Di Maio, si è rimangiato tutto.

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