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"Tornerò sempre con i piedi nel fango della realtà", il primo giorno di Aboubakar Soumahoro a Montecitorio | VIDEO

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Aboubakar Soumahoro

La sua storia e le sue lotte sono il simbolo di una cittadinanza che non si arrende davanti ai soprusi. Perché l’Italia, come dice la Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma proprio il lavoro è, in molti casi, una delle cause di diseguaglianza, violenze e morti provocate dalla mancanza di strumenti (anche legislativi) di prevenzione. E ora, dopo l’elezione nelle liste di Sinistra Italiana e Verdi, Aboubakar Soumahoro porterà queste sue battaglie in Parlamento. Lo farà dagli scranni di Montecitorio, un luogo che rappresenta uno dei passi per raggiungere il grande sogno del diritto al lavoro (e delle sue tutele).

Aboubakar Soumahoro, oggi il suo primo giorno da deputato

Oggi per Aboubakar Soumahoro sarà il primo giorno in Parlamento. Entrerà dalla porta principale dopo anni trascorsi a raccontare e denunciare angherie e mancati diritti dei lavoratori. Come quando, il 4 luglio del 2022, si incatenò davanti a Montecitorio per protestare contro le morti bianche. E proprio da lì è partito il suo racconto a “Il Cavallo e la Torre”, il programma condotto da Marco Damilano su Rai3:

“Era per ricordare alla politica, al Parlamento e al governo i tanti morti sul lavoro. Ma era soprattutto per ricordare che una Repubblica fondata sul lavoro non può crollare sul lavoro. Bisogna ridare dignità al lavoro e quindi prevenire attraverso la cultura della prevenzione”.

Il passato recente, riflesso di quello più lontano nel tempo. Perché lui ha sempre rappresentato, con il suo ruolo di sindacalista e attivista, quella battaglia per i diritti dei lavoratori. Non solo dei braccianti. E nella sua vita è partito da basso per raggiungere il suo sogno, quello di portare le sue lotte all’interno dei palazzi della politica:

“Tornerò sempre con i piedi nel fango della realtà. Ma voglio fare una premessa: ritrovarmi in Parlamento nella giornata di domani (oggi, ndr), nasce anche attraverso l’idea di un sogno. Io ero un lustratore di scarpe in Costa d’Avorio da ragazzino e in ogni scarpa che lustravo vedevo il riflesso di quel sogno. Il secondo elemento riguarda le tante compagne e i compagni che non ce l’hanno fatta. Penso a Paola Clemente, penso a Soumaila Sacko, a Luana D’Orazio, a Lorenzo Parelli e tanti altri. Il terzo elemento riguarda i giovani. Voglio dire a loro di non smettere mai di sognare. Nonostante le cadute, le delusioni occorre alzarsi per proseguire il cammino per la realizzazione del sogno”.

Un sogno che non finisce oggi, ma inizia. Sotto altre vesti e con una voce che potrà essere più ascoltata. E quel “fango della realtà” è simboleggiato da quegli stivali con cui si è presentato questa mattina a Montecitorio.

(foto e video: da “Il Cavallo e la Torre”, Rai 3)