Opinioni

Toh, hanno pagato i salari accessori ai lavoratori del Colosseo!

“Ieri, in singolare coincidenza con l’assemblea sindacale in alcuni siti, è arrivato lo sblocco dei fondi per pagare i salari accessori di tutti lavoratori del Mibact per il 2014 e per il 2015. Evidentemente la mobilitazione è servita, a prescindere da quanto accaduto al Colosseo”: lo dice all’ANSA Claudio Meloni coordinatore Cgil per il Mibact. Non tutti infatti sanno – perché stranamente la notizia è passata in secondo piano a causa delle urla isteriche del ministro dei Beni Culturali e del presidente del Consiglio contro l’ultimo nemico inventato: le assemblee dei lavoratori, che per il sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu sono reato “in senso lato”  – che l’assemblea dei lavoratori dei Beni Culturali era stata indetta anche per discutere dei 4mila euro lordi che il ministero si era dimenticato di pagare: «Da novembre 2014 non ci viene corrisposta una parte del salario, quella che riguarda le turnazioni. Viene definita impropriamente salario accessorio ma dentro c’è la reperibilità notturna, le aperture straordinarie, i festivi, i superfestivi. Abbiamo pazientato, abbiamo tirato il collo, non ci siamo mobilitati un mese dopo i mancati pagamenti. «Per chi ha fatto tutti questi turni speciali si tratta di circa 4.000 euro lordi. Proviamo a vedere quanto sarebbero disposti a lavorare col 20-30% di stipendi o in meno in busta paga», ha detto oggi una dipendente del Colosseo.
colosseo assemblea
Secondo Claudio Meloni, coordinatore nazionale della Cgil per il Mibact, “dopo lo sblocco dei fondi, i lavoratori potrebbero vedere i soldi in busta paga presumibilmente tra un paio di mesi”. Ma, fa sapere sempre Meloni, il sindacato sta pensando comunque a uno sciopero: “Nella decisione di Cgil, Cisl e Uil, peserà anche il contenuto del decreto, che per ora non abbiamo letto”, ha spiegato. “Il decreto che ancora nessuno ha letto, in base alle dichiarazioni fatte dal ministro Franceschini e dal premier Renzi, va ad incidere in maniera rilevante sul diritto di sciopero. I beni culturali erano già inseriti nei servizi pubblici essenziali: immaginiamo che abbiano esteso la previsione di legge anche sulla fruizione dei beni e non solo sulla loro sicurezza. In sostanza gli scioperi andrebbero fatti facendo rimanere i siti aperti, prevedendo una sorta di precettazione. A mio avviso non è un decreto che hanno preparato in due ore…”.

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