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Il TMB Nuovo Salario sotto inchiesta

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La relazione dell’ARPA sul TMB Nuovo Salario è stata acquisita nei giorni scorsi dalla procura di Roma che indaga sugli odori malsani sprigionati dall’impianto. Si tratta di un documento datato 16 novembre e riporta dati già segnalati in altre relazioni durante l’anno. E così, anche se Pinuccia Montanari ha spiegato a più riprese che il TMB Nuovo Salario non puzza, anche l’assessora all’ambiente è stata sentita come persona informata sui fatti a Piazzale Clodio.

Il TMB Nuovo Salario sotto inchiesta

Secondo i tecnici il sito produce rifiuti che hanno caratteristiche di putrescibilità e quindi non possono essere classificati come FOS, come a quanto pare avviene. L’impianto dovrebbe realizzare dalla spazzatura il 36% di combustibile ma finora ha generato soltanto il 22,4% nel 2016 e il 19,6% nel 2017. Lo stoccaggio realizzato in modo approssimativo, spesso denunciato dai sindacalisti e dai lavoratori dell’impianto di trattamento perché avviene nell’area dell’accettazione rifiuti, con la saturazione della zona che causa cattivi odori.

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“Ne consegue la necessità che le citate criticità — si legge nel documento citato oggi da Repubblica Roma — siano superate attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche e gestionali che garantiscano che l’impianto produca i rifiuti previsti dall’autorizzazione integrata ambientale, sia in termini di caratteristiche qualitative che quantitative”. Per questo motivo, il pm Carlo Villani ha aperto un fascicolo per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e per getto di cose pericolose. A breve scatteranno le prime iscrizioni.

Gli indagati per il TMB Nuovo Salario

Tra le analisi che la procura utilizzerà ci sono quelle dei nasi artificiali che possono rilevare e misurare l’intensità del cattivo odore. I residenti da anni protestano per la situazione e chiedono la chiusura del TMB, che dovrebbe arrivare nel 2019 quando la raccolta differenziata a Roma avrà raggiunto i livelli promessi dal piano di Montanari.

pinuccia montanari

A piazzale Clodio i magistrati avevano già avviato un’altra inchiesta: stesso reato e stesso Tmb. Un’indagine per cui pende una richiesta di rinvio a giudizio in capo a tre dirigenti della municipalizzata dell’ambiente. E allora perché la decisione di aprire un nuovo fascicolo? Semplice, dopo che la procura ha chiesto il processo nei confronti dei tre dirigenti di Ama, nell’impianto di via Salaria non sarebbe cambiato nulla. Sulla vicenda, ieri, i residenti hanno incassato anche la solidarietà del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: «Il Tmb là non si può lasciare nelle condizioni attuali. Urge un intervento di ripristino della legalità e della dignità di quel luogo, che deve essere vissuto in armonia con il territorio. So che su questo sia la sindaca Virginia Raggi sia la Regione stanno lavorando».

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