Economia

Il nuovo TLTRO della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea dovrà prorogare un nuovo TLTRO e potrebbe farlo già nella riunione di giovedì, beneficiando così le banche italiane e lo spread del Belpaese, che è visto in discesa a quota 200. Le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO) sono servite all’Eurosistema e alle banche che hanno ottenuto fondi a condizioni particolarmente favorevoli (a un tasso potenzialmente pari a quello applicato ai depositi a un giorno presso la banca centrale), al fine di allentare le condizioni di erogazione del credito bancario, assicurando che lo stimolo di politica monetaria raggiungesse famiglie e imprese nell’area dell’euro.

Il nuovo TLTRO della Banca Centrale Europea

I programmi TLTRO prevedevano un’asta mediante la quale venivano erogati prestiti quadriennali alle banche dell’Eurozona con rendimento di poco superiore a quello del tasso di riferimento ma che poteva scendere anche al livello del tasso sui depositi, ad oggi a -0,40%. La Banca d’Italia scrive sul suo sito che “Sono state condotte due serie di operazioni la prima delle quali, composta di otto aste (TLTRO-I), è stata annunciata nel giugno 2014; la seconda, composta di quattro operazioni (TLTRO-II), nel marzo 2016. In entrambe le serie il finanziamento ottenibile da ciascuna banca dipendeva dall’ammontare dei prestiti concessi a società non finanziarie e famiglie (con esclusione di quelli per l’acquisto di abitazioni)”.

I beneficiari delle aste TLTRO (Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2019)

Ora, scrive oggi Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore, mentre il rallentamento dell’economia resta confermate a Francoforte si interrogano su come non arrivare al rischio di un nuovo credit crunch a causa del deficit di fiducia tra istituti di credito:

Nell’ottica di mantenere la politica accomodante al fine di centrare il target di convergenza dell’inflazione nell’area dell’euro su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine, la Bce può dunque prendere in esame qualche forma di nuovo prestito alle banche in sostituzione delle Tltro, con altre formule di Tltro oppure Vltro o Ltro a tassi fissi o variabili, con scadenze diverse da quelle attuali e con meno agevolazioni e importi diversi.

Un tale intervento che non sarebbe mirato per alleviare il peso alle banche italiane, che hanno preso 240 miliardi dei 720, o delle spagnole o francesi perché come strumento di politica monetaria servirebbe ad accompagnare, evitando scossoni, le altre misure in corso: tassi guida già ultra negativi e reinvestimento integrale del capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel programma di acquisto di liquidità per un prolungato periodo di tempo dopo l’inizio dei rialzi dei tassi.

Le Tltro, operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, oppure le Vltro a lungo termine o le più semplici Ltro sono nate con la Grande Crisi ma sono destinate a diventare dunque sempre più strumenti convenzionali, per oliare le cinghe di trasmissione della politica monetaria e stimolare l’erogazione del credito all’economia reale.

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