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"Tirato in mezzo nella lotta tra Salvini e Meloni", l'ammissione di Giorgetti sul suo futuro all'Economia | VIDEO

neXt quotidiano|

Giorgetti

Ha provato a uscire dall’impasse utilizzando un parallelismo calcistico, ma prima ha confermato quella sensazione emersa nel corso degli ultimi giorni. Perché dopo i no ricevuti da Fabio Panetta e Dario Scannapieco, Giorgia Meloni ha fatto il suo nome come possibile prossimo Ministro dell’Economia e delle Finanze. Una mossa che ha acuito le tensioni tra la leader di Fratelli d’Italia – e prossima Presidente del Consiglio – e il segretario del Carroccio Matteo Salvini che da tempo ha frizioni con Giancarlo Giorgetti.

Giorgetti parla della possibilità di essere il Ministro dell’Economia

L’attuale Ministro dello Sviluppo Economico – in attesa del passaggio di consegne al suo successore -, ha risposto con mezze parole alle domande dei cronisti (in questo caso di Fanpage) che lo hanno incontrato ieri sera all’uscita di Montecitorio. Perché Giorgetti, come noto, è uno dei nomi che ha diviso la coalizione di centrodestra ed è lui stesso a essersi reso contro di esser “stato tirato in mezzo” in una contesa tra i leader.

Prima un “eh”, poi un “sì”. Queste le due risposte date ai cronisti che gli chiedevano le sue sensazioni dopo le tensioni tra Fratelli d’Italia (che lo ha proposto per il MEF) e la Lega (che invece non ha aperto completamente la porta). Anzi, come riportano diversi quotidiani, dal Carroccio hanno fatto filtrare un’indicazione che possiamo sintetizzare così: per loro, Giorgetti non sarebbe un ministro politico, ma un tecnico. Le tensioni, dunque, proseguono. Lo stesso capo del MISE ha provato poi a utilizzare un parallelismo calcistico:

“Ho detto che ho ricevuto l’offerta della Juventus: sono confuso, ma Allegri”.

Lui ha sempre dichiarato di essere un grande appassionato di calcio, ma di non tifare per nessuna squadra italiana (ma di essere un fiero sostenitore del Southampton). Ma il riferimento alla Juventus sembra essere chiaro: la chiamata della squadra più vincente – nella storia del panorama calcistico italiano – è paragonata alla chiamata da parte del partito che ha vinto le elezioni. E, pur non essendo il suo partito, tutto ciò lo rende allegro (giocando con il nome dell’attuale tecnico bianconero). Ma, allo stesso tempo, confuso.