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Tiangong-1: il satellite cinese è caduto nel Pacifico

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La stazione spaziale cinese Tiangong 1 è rientrata sull’Oceano Pacifico. Lo rende noto il Joint Force Space Component Command (Jfscc) del Comando strategico degli Stati Uniti. Il rientro nell’atmosfera della Tiangong 1 è avvenuto alle 2:16 italiane sul Pacifico meridionale, secondo i dati rilevati dalla rete di Sorveglianza spaziale che fa capo al Comando strategico Usa e grazie al coordinamento con la sorveglianza attiva in altri Paesi, come l’Italia, accanto a Canada, Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud. La prima stazione spaziale cinese ha concluso così la sua storia, dopo avere trascorso in orbita 2.375 giorni e 21 ore.

Tiangong-1: il satellite cinese è caduto nel Pacifico

Per giorni questo veicolo spaziale grande come un autobus e pesante quasi 8 tonnellate è diventato famoso anche in Italia: nonostante il rischio del rientro sul nostro Paese sia sempre stato molto basso, l’Italia centromeridionale rientrava nella vasta a rischio compresa fra 43 gradi di latitudine Sud e 43 gradi di latitudine Nord. Soltanto nella tarda serata di ieri sono arrivati i dati che hanno permesso di escludere il rientro dei veicolo in caduta incontrollata sul nostro Paese.

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Fonte: ESA

L’area a rischio, inizialmente estesa dalle Americhe all’Oceania, aveva cominciato a restringersi dalle prime ore della mattina di Pasqua: all’inizio era stata esclusa l’America centrale e settentrionale, con gran parte dell’Australia, parte della Nuova Zelanda e il Madagascar. Qualche ora più tardi la fascia si era ulteriormente ristretta, con l’esclusione di Africa sud-orientale, India e Indocina. L’Italia continuava a rientrare nella fascia, sempre nella zona da Firenze in giù, ma con un rischio che gli esperti continuavano a indicare come molto basso. In serata le previsioni del Joint Space Operations Center (Jspoc) del Comando strategico degli Stati Uniti, punto di riferimento internazionale in questo campo, escludevano il nostro Paese dall’area di rischio e indicavano come punto più probabile per l’impatto l’Atlantico meridionale.

Distrutto nell’impatto

Intorno all’1 del mattino italiane del 2 aprile è scattato il contro alla rovescia per il rientro, che sarebbe potuto avvenire in qualsiasi istante da allora fino alle 4:48. Come sempre accade nei casi di rientro incontrollato, la notizia che il ‘Palazzo celeste’ aveva concluso la sua corsa è arrivata oltre un’ora dopo l’impatto nell’atmosfera, avvenuto alle 2:16. Rimbalzando negli strati più alti dell’atmosfera, in una delle sue ultime orbite la Tiangong 1 aveva sorvolato il Jiuquan Satellite Launch Center, la base spaziale dalla quale era stata lanciata il 30 settembre 2011. La sua vita operativa avrebbe dovuto essere breve, di appena due anni, invece nel 2013 la Cina decise di prolungarne l’attività, finché nel marzo 2016 perse i contatti con il veicolo spaziale e fu costretta a dichiararlo fuori controllo.

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Fonte: The Economist via Twitter.com

La stazione spaziale Tiangong 1 (Palazzo Celeste) è il primo modulo sperimentale cinese ed è stata lanciata nel settembre del 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi. Il ritorno sulla terra del modulo Tiangong-1 – che pesa circa 7600 kg, è lungo 10,5 metri con diametro massimo pari a 3,4 metri – avrebbe dovuto avvenire nell’Oceano pacifico ma nel marzo del 2016 la stazione spaziale ha iniziato in maniera incontrollata una lenta e progressiva discesa sulla Terra.

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